capitolo 4
Il giorno dopo la giornata era incominciata come al solito, ufficio riunione e la ripartizione dei compiti. Imma apprese che la suite presidenziale toccava di nuovo a lei, così emise uno sbuffo di disapprovazione in più gli era stato detto che oggi la pulizia doveva essere per le 10:30 e non oltre.
Quando la riunione mattutina finì Rita e Imma si intrattennero qualche minuto fuori dall’ufficio per parlare della giornata che si era presentata e non poterono evitare di lamentarsi
Io oggi vado via alle 14 tu? –
Io dovrei finire per le 17 sai devo recuperare le 3 ore di giovedì-
Uff che pizza sai che se volessi potesti evitare e nessuno ti direbbe nulla… io proprio non ti capisco –
Rita fissava incredula l’amica non capiva proprio perché si comportasse così infondo aveva la fortuna di poter fare ciò che voleva perché non solo era la nipote della governate ma in più era nelle grazie del direttore Marco anche se a lei non piaceva ciò.
Perché io non sono diversa da te o dalle altre e poi sai che io sul lavoro sono pignola –
Disse Imma di rimando
Fosse solo a lavoro! Tu sei pignola in tutto –
Rita fece un sorriso e diede un piccolo pugno sulla spalla di Imma
Eh vabbè!! Volevo chiederti se stasera ti andava un aperitivo pre-cena –
Imma stava accarezzando la spalla colpita poco prima dal pugno di Rita.
Sapevo che l’avresti detto così ho portato tutto il necessario per cambiarmi così passi direttamente a prendermi qui va bene?? –
Mentre stava per rispondere Rita le due furono interrotte dal loro superiore Anna.
Imma sei ancora qui bene, volevo informarti che alle 18:30 il direttore vuole vederti nel suo ufficio – prima che Imma potesse chiederle qualcosa Anna si affrettò a dirle
Non so cosa voglia, però ti chiedo di stare calma e di affrontarlo in modo tranquillo va bene? –
Imma guardò la donna e gli fece un cenno di assenso prima che potesse andare Anna la bloccò;
Prometti –
Imma inarcò il sopracciglio destro e con sguardo incredulo guardò fisso Anna;
- sul serio?! –
- prometti – Anna fissò dritto Imma con decisione
- va bene te lo prometto – Imma sbuffò in segno di resa accennò un lieve sorriso;
Anna appena ottenne la risposta desiderata si voltò e andò via.
Rita sguardò esterrefatta l’amica stava per dire qualcosa ma Imma la interruppe sul nascere
Ci vediamo per le 19 fuori se ritardo di qualche minuto non andare in ansia mi raccomando – Imma le fece un sorriso dolce la prese sottobraccio e disse – è ora di andare! Altrimenti finiremo tardi -
In breve tempo si fecero le 10:25, Imma pignola com’è si stava dirigendo verso la suite pensò tra sé e sé
Cosa vuoi che cambino 5 minuti di anticipo –
Si trovò alla porta della suite, stava per bussare quando la porta si aprì, si scansò appena in tempo prima di essere travolta dalla donna che stava uscendo di spalle non curante di cosa ci potesse essere dietro di lei.
Imma non poté evitare di sentire le parole della donna
Sei proprio uno stronzo! –
La donna si affrettò ad uscire e quando vide la ragazza impalata davanti alla porta la schernì con lo sguardo e con tono alquanto altezzoso le disse
Levati di torno! Fammi passare –
La donna si fece strada scansando Imma con un braccio, continuava a parlare tra sé e sé in modo concitato. Imma guardò la donna allontanarsi, camminava abbastanza veloce nonostante i tacchi a spillo e la gonna estremamente aderente. Imma fece un sogghigno e pensò
– ho sbagliato 5 minuti possono far la differenza –
Voleva essere in imbarazzo per quella situazione assurda ma in realtà era molto divertita da tutto ciò che era successo. Mentre pensava alla donna appena andata via, continuò a ridere e scuotere la testa. Stava per girarsi verso la porta quando sentì una voce fredda alle sue spalle;
Perché non mi dice cose che la fa ridere tanto? –
Imma si voltò, quella voce fredda e inespressiva arrivava da un uomo a petto nudo, aveva solo un asciugamano avvolto alla vita. Quando mise a fuoco il volto dell’uomo capì che era lo stesso che aveva visto il giorno prima con il signor Marco. Con totale indifferenza alle parole dell’uomo chiese se fosse possibile pulire la camera, l’uomo preso alla sprovvista dalla totale indifferenza della donna le fece un cenno con la mano per invitarla ad entrare. Imma con un pizzico di ironia nella voce lo ringrazio.
L’uomo per non essere d’intralcio alla ragazza uscì in terrazza e si sdraiò sul lettino al sole. Nonostante fosse maggio il sole era molto cocente, dopo appena 10 minuti si alzò per entrare in camera. Appena arrivò sull’uscio della stanza si appoggiò all'infisso, incrociò le braccia inarcò il sopracciglio e la bocca in un lieve sorriso e iniziò a contemplare la donna che era assorta nel suo lavoro, ignara della sua presenza. Notò che a volte sorrideva sia con gli occhi che con la bocca, mentre avvolte il suo volto diventava cupo e triste. Si chiedeva come una persona posse cambiare umore in così breve tempo. All’improvviso notò che la ragazza si morse il labbro inferiore e increspò leggermente la bocca in un sorriso. Rimase fisso su quelle labbra, pensò che fossero le più belle che avesse mai visto, non riusciva a staccare gli occhi dalla bocca di quella ragazza.
Imma iniziò a rassettare la camera, era assorta nei suoi pensieri e di tanto in tanto canticchiava, alcuni pensieri la fecero ridere e le riempivano il cuore di gioia, altri invece erano talmente brutti e tristi che sentiva spegnere qualsiasi cosa dentro di sé. Mentre era assorta nei suoi pensieri, si morse il labbro inferiore e accennò in un sorriso. Generalmente mordeva il labbro quando era tesa, ma in quel caso stava pensando alla donna vista poco prima e fosse potuto succedere in quella camera. Era immersa ancora nei suoi pensieri quando si senti osservata, girò la testa prima a destra e sinistra e poi capendo che non ci fosse nessuno, voltò la testa all’indietro incontrando lo sguardo dell’uomo alle sue spalle. Involontariamente gli fece un sorriso dolce e affettuoso, ma appena resasi conto di ciò che aveva fatto chiuse la bocca e guardò dritto l’uomo negli occhi con aria indifferente.
L’uomo era ancora appoggiato all'infisso del balcone quando notò che la donna si era voltata verso di lui con un sorriso dolce e penetrante. Non riusciva a distogliere lo sguardo dalla bocca che aveva difronte e non pensare che quel sorriso fosse il più bello che avesse visto in vita sua. Inconsciamente si avvicinò alla ragazza e le prese il mento, la distanza tra i due si era ridotta notevolmente tra i due. Mentre cercava ancora il sorriso su quel dolce viso sentì un forte calore provenire sulla sua guancia sinistra. D’istinto lascò la presa e portò la mano sinistra sulla guancia appena colpita da uno schiaffo e iniziò a massaggiarla.
Imma era ferma immobile irritata dal gesto di quell’uomo, istintivamente diede uno schiaffo e si allontanò di qualche passo indietreggiando. Non distolse lo sguardo, anzi fisso l’uomo direttamente negli occhi con uno sguardo di sfida e rabbia.
Mi dispiace signore! Ma non permetto agli sconosciuti di toccarmi e prendersi confidenze non dovute. -
L'uomo era colpito dall’impeto della ragazza, increspò un leggero sorriso, notò che lo sguardo difronte a lui era pieno di rabbia mentre il suo di ammirazione.
Sarebbero delle scuse? - l’uomo continuava a massaggiare la guancia – no perché se così fosse, sarebbero pietose -
L'uomo fece una risata che per Imma era alquanto maliziosa. Sentì che l’aria intorno a sé stava diventano sempre più calda. Con l’indice allontanò leggermente il colletto della sua casacca nella speranza di rinfrescarsi un po'. Ma per non dar a vedere che l’imbarazzo si stava impadronendo di lei continuò a sostenere lo sguardo dell’uomo con aria di sfida.
Si sono delle scuse! E spero che lei le accetti. Ma se così non sarà, potrà rivolgersi alla direzione – dopo qualche secondo di pausa – io avrei finito! Arrivederci! -
Si voltò e andò a passo spedito verso l’uscita. L'uomo guardò andare via la ragazza sul suo viso spuntò un sorriso di ammirazione,
Però! Marco aveva ragione è un vulcano! -
Quando vide che era rimasto solo nella camera si fece una doccia, si preparò ed uscì dalla camera.
