Capitolo 5
Come se nulla fosse erano arrivate le 17 la giornata lavorativa era terminata fortunatamente, così Imma si recò presso gli spogliatoi, si svesti e si andò a fare una doccia.
Men tre era intenta a lavarsi non poté non pensare a cosa fosse successo quella mattina. Pensò al tocco di quell'uomo così forte ma leggero allo stesso modo, i suoi occhi azzurri come il mare. Non sapeva che conseguenze avrebbe avuto ma al momento era solo l’ennesimo problema da aggiungere alla lista. Mentre continuava a pensare all’accaduto un brivido di piacere le invase il corpo. Questa cosa la stupì molto. Uscì dalla doccia e si avvolse un asciugamano intorno al corpo. Si guardò allo specchio e con aria severa si disse;
No Imma non ti fare strane idee! Noi abbiamo chiuso con gli uomini dopo quello che è successo –
nel momento in cui si stava auto motivando a non pensare a quell’uomo ricordò tutto il dolore che aveva provato che le lacrime iniziarono a rigarle il volto.
Fissava la sua immagine allo specchio, si diete dei colpi alla testa e si asciugò le lacrime. Dopo essersi ripresa si asciugò i capelli in modo vaporoso. Poi passò al trucco, a lei non piaceva usarne troppo se no per mettere in evidenza le labbra. Applicò un rossetto color ciliegia che metteva in risalto non solo le sue labbra ma anche il suo sguardo. Indossò un vesto bianco con delle maniche larghe adornate con del pizzo era stretto sul seno con uno scollo a V e che poi cadeva morbido sul corpo fino alle ginocchia. Indossò un paio di tacchi rossi in tinta con la borsetta. Indosso un paio di orecchini a forma di cerchio e dei braccialetti. Al collo in fine indossava la dea bendata e un piccolo crocifisso di perle, era un regalo della sua adorata nonna che non toglieva mai se non in occasioni speciali. Quando finì di raccattare le sue cose si diede un'ultima sistemata ai capelli legandoli con una pinzetta e lasciando cadere i ciuffi sul viso.
Stava per andare via, passò per la reception dove ricevette i complimenti di Luca il concierge e di Andreina e Maria le receptionist, ci fu anche qualcun altro che l’aveva vista ed era rimasto esterrefatto da lei, ma non se ne accorse. A quei complimenti non poté far a meno di ridere con gusto, stava per uscire quando fu bloccata da Luca che le ricordò che il direttore la stava aspettando nel suo ufficio.
- accidenti! Me ne ero dimenticata – fece un sorriso di rimando a Luca e lo ringraziò.
Imma si diresse un po' titubante verso l’ufficio di Marco.
Quella breve conversazione fu ascoltata anche da Andrea che era seduto nella Hall intento a lavorare al pc. Appena vide Imma allontanarsi e andare verso l’ufficio dell’amico si alzò di scatto dalla poltrona e seguì la ragazza senza pensarci su.
Imma era arrivata a destinazione fece un respiro per darsi coraggio, a quell’ora sapeva che tutti gli uffici della direzione erano vuoti, fece un sorriso beffardo consapevole che sarebbe entrata dritta nella tana del lupo, senza pensarci troppo bussò. Appena diede un secondo colpo alla porta sentì una voce maschile invitarla ad entrare. Esitante mise la mano sulla maniglia della porta entrò e chiuse alle sue spalle la porta.
Marco era seduto alla scrivania anche se non lo diede a vedere era impaziente. Quando sentì qualcuno bussare alla porta fece un leggero sussulto e poi invitò ad entrare. Sul suo viso si manifestò un’espressione di compiacimento in avvertitamente sorrise in modo molto malizioso.
Oh sei venuta! Sai non ci speravo molto! -
aveva uno sguardo famelico. Non poté non notare il modo in cui era vestite, l’eccitazione stava arrivando alle stelle. Tentava di trattenersi e invitò Imma ad accomodarsi difronte a lui.
Beh, se vuoi vado via!? se non hai nulla di urgente da dire! -
Imma era alquanto nervosa anche se cercava di non darlo a vedere. C'era una strana tensione nell’aria e questo nel le piaceva. Sentiva lo sguardo dell’uomo su di lei ma non si fece intimorire. Anche se pensò che com’era vestita poteva far pensare qualcosa di più.
No no volevo sapere solo se andasse tutto bene! Sai Anna è molto in apprensione per te -
Indugiò per qualche secondo poi si alzò dalla sedia e si sedette sul bordo della scrivania riducendo drasticamente la distanza con la donna.
Imma deglutì all’avvicinarsi di Marco sapeva che se non fosse uscita da lì nel giro di qualche minuto la situazione sarebbe precipitata. Decise di utilizzare la linea dura mettendo un muro tra i due. Alzò lo sguardo e fissò l’uomo negli occhi con aria forte, fece un sorriso dio scherno e mentre stava per alzarsi dalla sedia lo ringraziò.
Ti ringrazio per la tua preoccupazione ma sto bene! Se non c’è altro io andrei -
Buona serata Marco! -
Si era voltata per andare verso la porta, stava per afferrare la maniglia quando senti il suo polso imprigionato dalla mano di Marco. Voltò la testa diede un primo sguardo alla mano che poi bloccava il suo polso e poi con aria riluttante alzò lo sguardo per incrociare quello dell’uomo.
Cosa stai facendo? –
Non ho finito di parlare –
Sul viso dell’uomo era stampato un sorriso beffardo e ciò irritò alquanto Imma. Di scatto si voltò per dare un ceffone all’uomo con la mano libera ma anche questa fu intercettata e bloccata.
Ora era seriamente preoccupata perché non sapeva come venirne fuori. Intanto che il suo cervello cercava una soluzione, senti il suo corpo essere strattonato per poi essere sbattuto contro il muro freddo. Questo la fece sussultare.
Senti il suo corpo compresso sotto il peso dell’uomo, sembrava invano chiedere di lasciarla Marco era in preda alla foga.
Marco lasciami! Cosa vorresti fare! –
Imma cercava di divincolarsi continuava a guardare l’uomo fisso negli occhi senza dare segni di cedimento. Marco era impazzito più lei lo respingeva è possibile u l’eccitazione in lui aumentava. Iniziò a baciarle il collo, con la mano destra blocco entrambe le braccia della donna sulla testa. La mano sinistra sembrava un serpente indemoniato sul corpo di Imma.
Lasciami tu prego! Marco cosa vorresti fare? –
Ti desidero lo capisci? Sono due mesi che aspetto di riaverti tra le mie braccia-
Marco ormai aveva lo sguardo e la mente annebbiati. Imma dal canto suo stava entrando in panico.
- quello che è successo tra di noi è stato un errore e lo sai -
Imma ansimava sempre più
A sì è stato un errore? Lo volevi quanto me… eri insaziabile sembravi una furia. Non lo avevo mai fatto così. Da quella sera non ho smesso di pensarti lo capisci? Ho ancora il tuo odore impresso nella mente. Tu che ti muovi su di me –
Imma al ricordo di quella notte non può non provare disgusto, se non fosse stata ubriaca non ci sarebbe mai andata a letto con quell’uomo.
Beh, non è lo stesso per me!! Se non avessi bevuto tanto e non fossi stata nelle condizioni in cui ero non sarei mai venuta a letto con te!! Ti prego lasciami non otterrai nulla così –
Riusciva a rimanere ferma nella sua posizione, quell’uomo era disgustoso.
Marco sorrise a quelle parole, il pensiero di quella notte lo eccitava ancora di più, così iniziò a mordere il collo di Imma mentre la sua mano scendeva sempre più giù fino a raggiungere l’orlo del vestito. Alzò leggermente la veste e infilò la mano che risaliva lungo la coscia fini ad arrivare sul sedere.
Imma ansimava sempre più, quando senti la mano calda dell’uomo sfiorargli la pelle del sedere non poté evitare di genere.
Marco recepì quel gemito come di piacere così prese con forza il corpo inerme di Imma e lo portò sulla scrivania. Imma senti qualcosa colpirla alla schiena era il porta penne.
AHIII MI FAI MALE! LASCIAMI NON VOGLIO! –
