capitolo 3
Era in pausa pranzo con le sue colleghe quando Imma incrociò Marco, un senso di disgusto e rabbia le invasero il corpo mentre opposta fu la reazione dell’uomo, un senso di piacere e passione si potevano leggere sul suo volto. Imma non poté notare che l’uomo si accomodò al tavolo difronte al sedendosi difronte a lei così da non perderla di vista. Insieme a Marco c’era un uomo molto affascinante che attirò l’attenzione di tutti i presenti nella sala soprattutto delle donne compresa Imma, la quale non poté non notare il fisico atletico dell'uomo nonostante indossasse una giacca e un pantalone poco aderenti. si posò sul suo viso, pensò che avesse dei lineamenti molto dolci nonostante gli zigomi un po' accentuati, poi si soffermò sui suoi occhi azzurri come il mare e per un momento provò un senso di pace e tranquillità, eppure c’era qualcosa di malinconico nello sguardo di quell’uomo ed era una sensazione a lei molto familiare, infatti, non poté evitare di fare un sorriso dal sapore amaro. infine, pensò che i capelli brizzolati e la barba ispida gli conferissero un qualcosa di misterioso e sexy al tempo stesso e che erano in contrasto con l’abbigliamento formale e ordinato dell’uomo.
Imma ci sei? Hai visto quell’uomo insieme al signor Marco?? -
Eh? Come? - Imma si ridestò dai suoi pensieri e si affrettò a rispondere – si si ho visto Rita! Credo che sia l’ospite della suite presidenziale. Mi ha detto la zi... governante che è una persona molto importante nonché caro amico del signor Marco -
Rita era una collega di Imma nonché sua migliore amica dall’infanzia, era alta e snella con un incarnato mulatto non era molto formosa, con dei capelli lunghi corvini e a parer di Imma dei ricci spettacolari anche se l’amica non era della stessa idea, infatti, per lei erano una tortura perché difficile da gestire.
Le due donne parlavano sottovoce così da non farsi sentire e non attirare l’attenzione su di loro, ma l’uomo oggetto della conversazione sembra aver sentito sia la conversazione che gli sguardi su di lui da parte delle due donne. Visto che era seduto di spalle, istintivamente si girò verso le due donne e le fulminò con lo sguardo, se Rita abbassò immediatamente lo sguardo dall’imbarazzo Imma sostenne lo sguardo dell’uomo senza timore anzi anche quasi in segno di sfida. Ciò non passò inosservato all’uomo che inaspettatamente ne fu sorpreso e colpito, le fece un sorriso di scherno e si voltò di nuovo verso l’amico.
Pff! Ma chi si crede di essere, crede che uno sguardo del genere possa intimorirmi patetico! -
Esclamò Imma in tono alquanto sarcastico e nevrotico. Rita fu sbalordita dall’affermazione dell’amica e conoscendola bene sapeva che se avesse detto qualcosa di rimando l’amica avrebbe potuto fare anche qualcosa di avventato. Non solo era alterata per lo sguardo dell’uomo ma anche dalla presenza del signor Marco che non le aveva staccato gli occhi di dosso. Rita sollevò lo sguardo e con aria allegra e con un tono un po' alto le chiese;
Ti va di uscire sabato sera? È da molto che non facciamo qualcosa! E poi abbiamo entrambe la domenica libera così potremo dormire fino a tardi -
Guardava l’amica con aria speranzosa e supplichevole, Imma dal canto suo non era molto convinta non era dell’umore adatto così stava per rifiutare, quando all’improvviso sentì il suo braccio strattonato, indirizzò lo sguardo verso chi le stava facendo male e vide che era la sua amica sembrava una bimba in preda ai capricci;
Eddai! Eddai! -
Rita non si sarebbe fermata fin quando non avrebbe ottenuto un sì, così Imma con uno sbuffo accettò con un semplice accenno di testa. Gli occhi di Rita erano pieni di gioia non vedeva l’ora di passare un po' di tempo con la sua migliore amica. Con tono euforico Rita le espose il programma della serata.
Beh, prima andremo a cena c’è un ristorante in città ha aperto da poco ma ne parlano tutti bene – sapeva che Imma non le piacevano le cucine esotiche così si affrettò a dire – Tranquilla è cucina tradizionale come piace a te. Poi a bere qualcosa stavo pensando dio andare in discoteca, sai per rende la serata un po' più briosa. -
Imma stava per dire qualcosa, ma sapendo che sarebbe stato un no categorico alla discoteca Rita si alzò frettolosamente le mandò un bacio e andò via senza darle l’opportunità di ribattere.
Imma non poté far a meno di rimanere lì imbambolata con sguardo perso e la bocca semi aperta guardando la sua amica andare via così senza darle il tempo di parlare. Quando si rese conto che Rita non era più con lei si ricompose alzò gli occhi al cielo e fece un sorriso di felicità scosse leggermente la testa e si alzò stava lasciando la sua postazione quando tra sé e sé disse.
Come farei senza di lei! È proprio una pazza -
Imma camminava e continuava a sorridere il suo sguardò era pieno di felicità e gratitudine! -
Nel frattempo, nel tavolo difronte alle ragazze si accomodarono due uomini, uno era il signor Marco che ci accomodò proprio difronte a Imma così da poterla contemplare mentre l’altro era il signor Andrea Ferri caro amico del direttore.
Marco non riusciva a non guardare Imma anche se questa era completamente indifferente all’uomo, questo suo atteggiamento intrigava ancor di più l’uomo che fissandola non poté evitare di sorridere in modo alquanto malizioso. L’uomo seduto difronte a Marco non poté non evitare di notare questo atteggiamento e con tono freddo ridestò l’amico dai suoi pensieri
Guarda che sei inquietante! Si può sapere chi stai guardando? –
Andrea si voltò e notò che l’amico stava guardando le due donne sedute alle sue spalle, erano sicuramente dello staff, fissandole notò che le due stavano bisbigliando tra di loro e in più avevano gli occhi fissi su di lui, così infastidito si voltò accigliato e le fissò con aria severa. Notò che la ragazza dai capelli ricci abbassò immediatamente lo sguardo imbarazzata mentre l’altra ragazza sostenne lo sguardo anche in modo di sfida senza timore dell’uomo. Ciò colpi molto l’uomo, solo una donna riusciva a sostenere lo sguardo verso di lui e quella donna era sua nonna. In modo alquanto improvviso le sue labbra si incresparono in un sorriso, si voltò come se nulla fosse e continuò a sorseggiare il suo drink.
Sembra una furia non è così? –
Marco si rivolse all’amico tamburellando le dita sul tavolo con aria soddisfatta e con lo sguardo fisso sulla donna difronte a lui.
-non so a cosa ti riferisci! –
All'affermazione dell’amico Andrea inarcò il sopracciglio destro e con sguardo impassibile rispose. Non capiva proprio come l’uomo difronte a lui potesse avere così smania su quella ragazza infondo a lui sembrò solo una ragazza insolente e menefreghista. Mentre i due uomini discutevano di donne e affari non poterono evitare di ascoltare la conversazione tra le due donne. Andrea si irritò al quanto nel sentire i toni alti di quella donna, non sopportava questi atteggiamenti erano troppo rumorosi e poco consoni al luogo in cui si trovavano, non amava attirare l’attenzione in questo modo, lui era un uomo che amava la tranquillità e il silenzio. Accigliato continuò a sorseggiare il suo drink quando vide la donna molesta allontanarsi e scosse lievemente la testa in segno di disapprovazione per gli atteggiamenti visti poco fa. Stava portando la mano alla testa per massaggiarsi la tempia quando vide che anche l’altra donna stava andando via. Notò che la donna stava sorridendo, improvvisamente si soffermò prima sugli occhi e poi sulle sue labbra, un pensiero gli attraversò la mente, ma immediatamente lo scacciò via. Scosse la testa involontariamente.
Marco seguì la seconda donna con lo sguardo fin quando questa non svanì, smise di tamburellare le dita sul tavolo e diete un ultimo sorso al suo drink quando sta per alzarsi l’amico con una risata beffarda gli disse;
Sei pessimo! Proprio pessimo –
Marco fece un sorriso e alzo le spalle
Se solo tu sapessi che cos’è quella ragazza allora faresti come me se non peggio –
Guardò l’amico negli occhi e fece un sorriso a 36 denti
Fidati non puoi capire! –
I due uomini si alzarono e si incamminarono verso l’uscita ridendo e scherzando tra di loro.
