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Peter ricomincia a camminare e distratto ad osservare il lago si imbatte in una ragazza con le trecce un berretto di lana verde sulla testa e per poco non la butta a terra.
“Ehi! Non so se ha notato ma mi stava facendo cadere.”
“Scusami ragazzina, ero sovrappensiero e non ti ho proprio visto. Se vuoi ti offro una cioccolata calda per farmi perdonare.”
Il signor Gordon non l’ha mica riconosciuta vestita cosi. Quella è la sua tenuta da jogging.
“Signor Gordon non deve chiedermi scusa. Vuole farmi compagnia? Sto tornando a casa.”
“Mi scusi ci conosciamo?”
Allora lei si toglie il berretto e gli occhiali da sole.
“Sono Bianca Olivetti. Non mangio cioccolata ma se vuole scusarsi potrebbe offrirmi un cappuccino al bar giù al fondo del pontile.”
Allora Peter mortificato, “mi scusi Bianca, vestita così non l’avevo riconosciuta. Sembra una ragazzina di diciott’anni. Certo che le offro il cappuccino. Mi faccia strada.”
E poi le dice, “ma perché non ci diamo del tu? Signor Gordon è così formale e poi mi fa sentire vecchio.”
“D’accordo Peter, possiamo darci del tu. Io abito dall’altra parte del lago, vicino al campeggio. Li vedi quei cottage col tetto di pietra? Il secondo è il mio, in quello affianco ci abita mio fratello Alex con la sua ragazza.”
I due si incamminano lungo la passeggiata.
Al fondo del pontile, di fronte alla piccola spiaggia, c’è una piattaforma rialzata da quattro scalini, in cui ci sono un bar, il chiosco dei gelati, un negozio di souvenir e un piccolo negozio di alimentari che vende anche tabacchi e giornali.
Loro si siedono all’aperto sotto il gazebo, ordinano due cappuccini e si mettono a parlare per conoscersi un po’ meglio.
Peter gli dice: “È stata una fortuna per me incontrarti oggi, altrimenti avrei dovuto aspettare domani mattina.”
Allora lei curiosa, “Come mai mi cercavi?”
“Tuo fratello mi ha detto che sei la migliore guida turistica di tutta Ceresole. A me piacerebbe molto fare un giro verso i ghiacciai, ti cercavo per chiederti se potevi accompagnarmi.”
La ragazza gli risponde, “Così su due piedi non saprei, non è una passeggiata molto semplice. C’è da scarpinare un bel po’. Il percorso è tutto in salita e fino alla terrazza panoramica sono due ore e mezza di cammino. Tu sei allenato?”
Lui gli risponde, “A Londra faccio tutte le mattine 5km di corsa nel parco vicino a casa. Può bastare come pratica?”
“Direi di si”, gli dice Bianca, “ma ti manca l’attrezzatura adatta. Ti servono un paio di scarponi, una giacca a vento, un berretto di lana e uno zaino. Io domani pomeriggio devo scendere a Rivarolo per commissioni. Potresti venire con me, così al ritorno possiamo fermarci al magazzino di articoli sportivi appena fuori il paese.”
“Ecco un’ottima idea. Toglimi una curiosità, come mai una bella ragazza come te se ne sta rintanata in un piccolo paese di montagna? Non hai voglia di andare nella grande città?”
“Ci ho pensato mentre ero in pianura a studiare. Il mio sogno fin da piccola è sempre stato questo: insegnare ai bambini. Avrei potuto avere un lavoro giù a Caselle dove c’è l’aeroporto, ed ero quasi tentata di accettare. Poi la signorina Volpiano, la mia maestra delle elementari, andava in pensione e mi hanno offerto di prendere il suo posto. Non ci ho pensato due volte e sono quasi un anno e mezzo che insegno alla scuola del paese.”
“Eh bè, almeno lavori vicino ai tuoi.” Ribatte Peter.
“Quello è vero, almeno con il mio stipendio posso permettermi di affittare il cottage dove abito. Ho 26 anni, avrò diritto alla mia libertà non trovi? I miei genitori non riescono a capirlo. So che da loro c’è tanto spazio, però io voglio la mia indipendenza.”
