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Quando tornano in albergo, Alex va ad aiutare sua madre in cucina e suo padre accompagna l’ospite in camera.

“Signor

Gordon, se vuole seguirmi, le mostro la stanza. È la nostra suite

migliore, dal terrazzo si vede sia il lago che i ghiacciai,” dice Luigi

accompagnando l’ospite nella stanza.

Il signor Gordon sorride e risponde: “Grazie, Luigi. Mi sembra perfetto.”

“Vuole che le faccia suonare il telefono quando il pranzo è pronto?”

Peter

si gira verso di lui e risponde: “Grazie, Luigi, sei gentilissimo.

Comunque, mi basta fare una doccia e poi scendo. Non si preoccupi di

chiamarmi. A dopo!”

Mentre Peter sta disfacendo la valigia, il telefono squilla.

“Pronto?” risponde Peter.

“Ehi tesoro, perché non ci hai telefonato? Io e tuo padre eravamo preoccupati,” chiede Susan dall’altro capo della linea.

“Ciao Susan, tranquilla. Sono appena arrivato in albergo e mi stavo facendo una doccia. Tutto a posto,” risponde Peter.

“Di sicuro pensavi a me, vero Peter?” chiede Susan con un tono di voce affettuoso.

Peter

alza il tono di voce: “Ascolta, Susan, quando la smetterai con questa

storia? Sei la moglie di mio padre, cosa pensi che direbbe se scoprisse

che hai delle mire su di me? Chiuderebbe il portafoglio e tu finiresti

in mezzo alla strada. Salutami papà, io vado a pranzo.”

Che seccatura sta donna, il suo interesse morboso sta portando Peter all'esasperazione.

Dopo aver finito il pranzo, Peter decide di andare al bar per prendere un caffè.

“Salve Alex,” Peter saluta il barista.

“Buongiorno signor Gordon, ha mangiato bene? Posso prepararle un caffè?” risponde Alex.

“Allora,

Alex,” inizia Peter, “posso chiamarti così, vero? Siamo più o meno

della stessa età. Penso che possiamo darci del tu. E il signor Gordon è

mio padre.”

“D’accordo, Peter. Per me va benissimo,” risponde Alex

con un sorriso. “Comunque, qui fuori in giardino, c’è una bicicletta che

puoi usare tutte le volte che vuoi. Mio fratello Paolo non la sta

usando, sta studiando all’università a Torino e viene solo qualche volta

la domenica.”

“Se tuo fratello non si dispiace, la adopererò molto

volentieri. Ascolta, una cosa. Quando posso parlare con tua sorella per

fare un giro verso i ghiacciai?” chiede Peter interessato.

Alex chiede a sua madre: “Mamma, stasera Bianca viene a cena?”

“No,

mi ha detto che lei, Luisa e Matteo vanno al bowling a Rivarolo. Verrà

domani mattina per colazione. Perché?” risponde sua madre.

Peter

si intromette nella conversazione: “Non si preoccupi, signora Marta,

posso aspettare tranquillamente fino a domani mattina. Nel frattempo,

approfitto per fare una passeggiata in paese. Signori, vi saluto. A più

tardi,” dice Peter salutando tutti e dirigendosi verso il lago.

Una volta raggiunto il lago, Peter decide di telefonare a Marcus.

“Ehi fratellone, come va?” chiede Peter.

Il fratello sembra arrabbiato: “Peter, sei una carogna! Hai lasciato a me l’arduo compito di tenere a bada Susan.”

“Di cosa ti preoccupi? Sono via e papà è contento. Almeno non sto tra i piedi a lui e a sua moglie,” risponde Peter.

Marcus

chiede preoccupato: “Ma ascolta, dove ti sei nascosto? Sei partito

senza dire niente a nessuno e hai delegato il tuo lavoro a Lukas

Johnson. Cosa ti succede?”

Peter inizia a raccontare: “L’altro

giorno, Isabelle mi ha detto che è incinta e che il bambino è di Adam,

nostro cugino e suo amante. È stato un colpo tremendo. E pensare che

volevo chiederle di sposarmi. Così ho deciso di allontanarmi per un po’.

Sono andato in un’agenzia di viaggi e ho prenotato un volo per

l’Italia. Mi hanno trovato un posto sperduto e difficile da

rintracciare. Adesso sono in Piemonte, in un paesino ai piedi del Gran

Paradiso, in un albergo con vista sul lago. Mi sento come in paradiso.

Ora sono seduto al sole su una panchina, affacciato al lago e guardo i

ghiacciai. Non so quando tornerò, ma ti prego, non dire a nessuno dove

mi trovo. Non vorrei che Susan pensasse di venire qui a consolarmi. Ci

sentiamo presto, fratello.”

Marcus risponde: “Va bene, Peter.

Prenditi tutto il tempo che ti serve e cerca di ricaricarti. Ci sentiamo

presto. Un abbraccio.”

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