Capitolo sei
“Ruby!” Appena riaffioriamo dal bosco Lana mi corre incontro e mi abbraccia lasciandomi un bacio veloce sulla guancia. Lana è l’unica vera amica che posso dire di avere, quando ho iniziato a respingere tutte le persone che conoscevo, lei è stata l’unica che ha capito quali fossero le preoccupazioni dietro al mio comportamento e non mi ha mai lasciata.
“Hey, è tanto che ci aspetti?” Riesco appena a sussurrare dal tanto che mi stringe.
"Assolutamente no, Clay mi aveva avvisata che saresti stata difficile da convincere e sono arrivata un po’ dopo rispetto a quello che ci eravamo detti. Allora? pronta per questo estremo addio prima della tua prima notte di nozze?” Mentre pronuncia queste ultime parole ammicca nella mia direzione e io posso sentire Clay alle mie spalle che diventa rosso per la vergogna. Il fatto è che mio fratello non sa che io sono ancora vergine. Qualche anno fa mi sono posta il dubbio sé fosse il caso di consumare prima del matrimonio, non c’è nessuna regola che obblighi a rimanere vergini e Clay mi consigliò di non darci così tanta importanza. Sta di fatto che non ho mai trovato nessuno con cui farlo e in realtà non ho mai avuto un ragazzo, quindi sono ancora vergine e questa cosa mi angoscia perché so che Reed, invece, non si sarà fatto scrupoli ad andare con qualche altra lupa, anche perché ha già ventitré anni e sarebbe utopico pensare il contrario.
“Sarà meglio cambiare discorso sé non vogliamo che mio fratello svenga o si sciolga qui davanti a noi. Sei leggermente rosso Clay!” Lo prendo in giro facendo finta di provargli la febbre mentre lui mi allontana con un gesto di stizza, anche se ho notato il sorrisetto sul suo viso quando si gira dall’altra parte.
“Non credere che tuo fratello sia completamente estraneo a queste cose!” Lo stuzzica Lana e sé possibile lui diventa ancora più paonazzo mentre si lancia al suo inseguimento al grido di: “Lana Morgan ma cosa stai dicendo?!”e lei ribatte con un sarcastico: “Non bisogna nascondere i propri talenti al resto del mondo!”
Fin da quando eravamo piccoli, mio fratello ha sempre avuto una cotta per Lana che veniva a scuola con me. Il punto è che lui è il legittimo erede della nostra stirpe e, come per me, un giorno gli verrà chiesto di scegliere una moglie per mantenere viva l’Alleanza e lui sarà obbligato a sceglierne una fra gli altri branchi. Questa storia lo ha tenuto a bada per molti anni, ma da qualche mese a questa parte qualcosa è cambiato fra Clay e Lana. E’ iniziato tutto un sabato mattina, mio fratello entrò in casa sbattendosi la porta alle spalle, corrucciato in viso e si chiuse in camera sua prima che potessi chiedergli qualsiasi tipo di spiegazione. Dopo pochi minuti mi chiamò Lana in lacrime dicendomi che Clay si era dichiarato con lei, che era spaventata e non sapeva come avrebbe reagito il branco sé avessero saputo di loro due. Io cercai di confortarla al meglio delle mie possibilità, ma lei era isterica e mi disse che aveva bisogno di tempo per pensare. Non so bene come andò, ma una settimana dopo Clay e Lana uscivano di nascosto a tarda notte e rientravano solo alle prime luci dell’alba. Con me sono sempre rimasti gli stessi di sempre, ma ogni tanto battute come questa lasciano intuire che fra di loro le cose siano cambiate drasticamente.
"Basta!" Urla Lana all'ennesimo attacco di solletico. Clay si ferma quel tanto necessario da permetterle di allontanarsi un po' e scappare dietro alle mie spalle.
"Adesso basta, siamo qui per un motivo ben preciso, portare un po' di felicità nella buia vita di Ruby Black. Siccome sappiamo che non sei in vena di andare a fare festa in paese, abbiamo pensato a qualcosa più nel tuo stile: una corsa al chiaro di luna nel bosco!"
"Ragazzi, come farò senza di voi?"
"Non iniziamo subito con queste frasi che lo sai che ho le lacrime facili in questi giorni!" Mi dice lei di rimando pizzicandosi il naso per cercare di rimandare indietro le lacrime.
"Andiamo al lago?" Chiedo speranzosa.
"Tutto quello che vuoi sorellina, questa serata è dedicata completamente a te!"
Io e Lana ci guardiamo di sottecchi e iniziamo a correre prima che Clay capisca cosa sta succedendo. Andiamo verso il bosco lasciandoci alle spalle la radura e mio fratello che fatica a riprendere terreno. Il sole è appena tramontato e nella mia forma umana fatico a vedere oltre qualche metro dal mio naso. Con uno scatto in avanti il mio corpo inizia ad allungarsi e a mutare, inizialmente il dolore è acuto e pungente quando le ossa si spezzano per ricostruirsi, ma presto un calore piacevole inebria il mio corpo e i miei muscoli mentre al posto delle mie gambe, quando osservo il terreno, trovo le zampe nere come il cielo notturno. Con la coda dell'occhio vedo Lana che prova a superarmi alla mia destra, quindi mi butto di lato per tagliarle la strada e lei ulula indignata. Dietro di noi sento Clay allungare le falcate per cercare di raggiungerci. I raggi della luna quasi piena illuminano le cime degli alberi. Il silenzio della notte è rigenerante e viene interrotto solo dal nostro scalpiccio, dai rametti spezzati e da una civetta in lontananza.
Quando arriviamo al lago i raggi della luna si riflettono su di esso creando giochi di ombre e luci meravigliosi, quasi magici. Mi fermo sulla riva per osservare l'immensità di questo posto che non rivedrò mai più. Lana mi raggiunge poco dopo, ansimante, il pelo color cioccolato arruffato per la corsa di poco prima. Non credo di averci mai fatto caso, ma in effetti il lupo di Lana riflette molto la sua forma umana: la pelliccia marrone con qualche sfumatura più chiara ricorda i suoi capelli corti e la pelle olivastra, mentre gli occhi scuri sono molto simili a quelli di sempre, solo che nella sua forma di lupo hanno qualche pagliuzza dorata e sono leggermente più a mandorla.
Mi accorgo che Clay ci ha raggiunte quando vedo un grosso lupo nero con una chiazza bianca sul petto uscire dal bosco. Mio fratello non è un figlio legittimo e questo lo si nota anche quando è in forma di lupo, perché la sua pelliccia non è di un colore nero uniforme come la mia, inoltre i suoi occhi sono azzurri, mentre i miei di un giallo molto particolare, quasi dorati.
Ci accoccoliamo vicini, in terra sull'erba fresca, a guardare il lago. Mi mancheranno questi luoghi, il freddo della notte del nord, i laghi ghiacciati, le corse di notte con Lana e Clay. Un sussulto pervade il mio corpo e i due lupi accanto a me si fanno ancora più stretti, se possibile. Questo è il nostro addio.
