Capitolo 7
Andrea non sapendo dove fosse andata Imma, si precipitò alla reception si appoggiò al bancone e chiese alle due ragazze se avessero visto la donna, in quel momento Luca gli avrebbe detto che era uscita dalla porta principale con una certa fretta. Andrea tamburello le dita sul banco della reception e si affrettò ad uscire. Ma appena fu fuori dalla struttura si accorse che non c’era nessuno così prese il cellulare e chiamò il suo assistente Antony dicendogli di precipitarsi all’ingresso con la macchina. Ma non ci volle molto per trovarla, era distante qualche metro dall’albergo seduta su un muretto assorta nei suoi pensieri guardando il mare. Fece fermare la macchina pochi metri da lei, uscì e chiuse lo sportello della macchina senza fare rumore si avvicinò a posso lento come se non volesse disturbarla, quando arrivò alle sue spalle le poggiò una mano sulla spalla. Ebbe la sensazione che il corpo fosse pervaso da una scossa.
Corse via, era sconvolta per ciò che le era appena capitato, passò davanti la reception, come se nulla fosse successo salutò tutti cercando di nascondere il suo turbamento, si avviò all’uscita a passo spedito. Quando fu fuori fece un gran respiro, l’aria tiepida della sera le riempì i polmoni, si accovacciò leggermente appoggiando le mani alle ginocchia, aveva il fiatone sembrava avesse corso una maratona.
Pezzo di merda! -
Pensando a ciò che le era capitato strinse le mani sulle ginocchia in segno di rabbia, buttò fuori tutta l’aria, i passanti la fissavano curiosi, domandandosi cosa le fosse successo e del perché fosse sconvolta. Imma sì ricompose, si avviò verso la strada principale ma prima che fosse lontana del tutto dall’hotel si voltò, fece un sorriso amaro e disse addio a tutto e tutti non avrebbe messo più piede in quel posto.
Addio! -
Mentre camminava sentì le guance umide, si portò la mano sul volto e si accorse che erano delle lacrime, inconsciamente iniziarono ad uscire. Quando fu abbastanza lontano sentendo il pericolo lontano si sedette su un muretto, essendo su una strada principale molte persone la salutarono e lei dolcemente ricambiò. Appena voltò il viso vide il mare, si asciugò le lacrime e sorrise. Fu abbagliata dalla bellezza del paesaggio, la sua terra era la cosa più bella che avesse visto, il mare era così piatto il sole stava tramontando a largo, tutto si tinse di un leggero arancione, le colline erano tinte di un rosso tenue. Nonostante il sole tramontava avvertiva ancora il suo calore sul viso. Fissava il mare così calmo e piatto e così anche la sua mente e il suo cuore si calmarono, era inspiegabile l’effetto che il mare avesse su di lei ma ne era profondamente grada, sentì che un'ultima lacrima le stava rigando il viso, arrivò all’angolo della bocca e con la punta della lingua la leccò. Imma pensò che mai più si sarebbe fatta trattare così e che mai più avrebbe pianto per un uomo. Mentre era assorta dai suoi pensieri si morse il labbro inferiore e serrò i pugni, mentre fissava il mare sentì una mano toccarle la spalla, un calore le pervase il corpo sorpresa e si girò. Voltò il viso per vedere chi ci fosse alle sue spalle, inaspettatamente vide degli occhi azzurri fissarla con premura. Fece un piccolo movimento per scrollare la mano dell’uomo dalla sua spalla. Incrociò le braccia, si voltò nuovamente e continuò a fissare il panorama.
Cosa ci fa lei qui? -
Volevo vedere se stavi bene! -
Beh, come può vedere sto bene! -
Andrea non poté evitare di ammirare quella donna, nonostante la violenza appena subita era ancora così forte e tenace. Non riuscì a trattenere una lieve risata, ciò fece urtare ancora di più Imma.
La faccio ridere? Trova divertente ciò che mi è capitato poco fa? -
No! assolutamente no!! - si affrettò a risponderle l’uomo - stavo solo pensando... ecco che non ho mai conosciuto una donna così. Non fraintendermi così coraggiosa e forte! -
Oooh!! - Imma si sentì un po' in colpa, in effetti aveva giudicato troppo velocemente quell’uomo - beh grazie per prima, se non fosse arrivato non so come ne sarei uscita da quella situazione -
Imma finalmente si decise, si voltò verso l’uomo, aveva ancora la braccia incrociate e il labbro inferiore tra i denti, sollevò leggermente lo sguardo così da incontrare lo sguardo dell’uomo. La distanza tra i due si era ridotta notevolmente. Imma sentì il respiro dell’uomo su di lei, un brivido lungo la schiena la pervase. Nonostante quello che le era capitato poco prima non si sentiva affatto minacciata o disgustata dall’uomo anzi provava un senso di protezione. L'uomo aveva un'espressione seria sul viso molto sicura di sé;
Non amo la violenza, soprattutto sulle donne! -
Beh, grazie lo stesso non tutti sarebbero intervenuti come ha fatto lei -
Probabilmente! - si schiarì la voce - Vuole che l’accompagni a casa? C'è la mia auto che mi sta aspettando -
La ringrazio sto aspettando un’amica! - era lusingata da quell’offerta, fece un lieve sorriso;
Oh, beh, se così non la trattengo oltre –
Mentre fissava quell’uomo con curiosità il suo telefono squillò, lesse sullo schermo il nome Rita, si affrettò a rispondere.
Pronto! Rita ma dove sei? Come tuo solito sei in ritardo -
Non poté evitare di sbuffare, e tamburellare il piede sul suolo in modo nevrotico.
Come dobbiamo rimandare? - si voltò verso il mare e si morse il labbro inferiore – uffa però potevi avvertirmi prima! Che palle!!! -
Rimase in silenzio per qualche minuto, stava ascoltando ciò che la voce dall’altra parte le stava raccontanto. Annuì con la testa e accigliò il volto.
Va bene, VA BENE! - alzò leggermente la voce così da farsi ascoltare, appena Rita smise di parlare Imma alzò nuovamente gli occhi al cielo e sbuffò in segno di resa – Va bene, ho capito stai tranquilla! Sarà per la prossima volta. - Rita riprese a parlare in preda alla disperazione ma fu bloccata da Imma - Ma no, no che non sono arrabbiata!! Figurati, se Nico ha febbre è giusto che tu rimanga a casa. Dai un bacio da parte mia al mio cuoricino. Domani passò da te così gli porto anche un bel regalo -
Inizia a far freschetto prendi questa -
Imma si voltò con uno sguardo da cerbiatta guardò l’uomo. Era molto affascinata dall’uomo, era attratta in un modo inspiegabile, era così dolce affettuoso ma emanava un'aria diffidente e impassibile; eppure, non riusciva ad allontanarsi. Lo sguardo dell’uomo su di lei la teneva ancorata li, era una sensazione strana mai provata in vita sua, quel occhi azzurri ci si perdeva dentro sembrava di essere in mare aperto avvolte in una quiete totale e altre volte in mezzo ad una tempesta.
- Grazie mille ma – sentì un dito sulle sue labbra come a volerla zittire
- shhh! A quanto ho sentito non hai più un appuntamento – l'uomo si era avvicinato di mezzo passo, nonostante il leggero venticello Imma iniziò a sentire caldo era sicuro che non fosse la giacca sulle sue spalle la causa – mi sei sfuggita stamattina prima che potessi dire solo una parola ora è il mio turno -
Sul volto dell’uomo si era stampato un sorriso sornione, cinse le braccia intorno ai fianchi di Imma, improvvisamente il suo sguardo diventò malizioso.
Mi dispiace ma come le ho detto stamattina io non permetto agli sconosciuti di prendersi confidenze non dovute -
Imma si tolse la giacca e la lasciò cadere tra le mani dell’uomo, con sorriso beffardo iniziò a camminare lasciando li l’uomo, attraversò la strada e si intrufolò in una piccola stradina interamente fatta di scale. Andrea dal canto suo non demorse, si rimise la giacca fece un cenno ad Antony di aspettarlo su in paese e si avviò verso le scale. Imma era arrivata al centro delle scale, aveva il fiatone voltò il volto e vedendo che non ci fosse nessuno si fermò per riposarsi.
