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Capitolo 5

«È colpa mia per aver dato fiducia al lupo sbagliato. È per questo che ho fallito.»

Guardai Liam con calma.

Sembrava sbalordito. Forse era la prima volta che qualcuno gli parlava in quel modo. La sua espressione si oscurò visibilmente.

Dopotutto, in quanto erede Alfa, era sempre circondato da ammirazione. Chi avrebbe mai osato rispondergli?

Pensai che sarebbe esploso di rabbia, come fanno gli Alfa arroganti.

Invece, Liam serrò le labbra e disse a bassa voce: «Mi dispiace.»

Mi immobilizzai. Poi, all’improvviso, non riuscii a trattenermi e risi. Una risata amara, vuota, che mi cadde dritta nel cuore.

Avrei preferito che Liam discutessse con me. Avrei preferito che perdesse il controllo.

Ma non avrei mai immaginato che potesse reprimere tutto questo… per Chloe.

La amava davvero così profondamente.

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Alla fine, l’accademia assegnò a Chloe il posto per la competizione.

Prima di partire per il torneo, si assicurò di lanciarmi uno sguardo.

«Mi dispiace, sorella,» disse con dolcezza. «È stata una decisione dell’accademia. Non posso farci nulla. Il campionato è mio.»

Un compagno sogghignò: «Harper non si è nemmeno qualificata. Starà morendo d’invidia.»

Continuai in silenzio a lavorare sui miei quesiti di tattica, senza degnarli di una risposta.

Il giorno dopo, Chloe tornò dalla competizione. Tutti si voltarono subito verso di lei.

«Chloe! Avrai preso il primo posto anche questa volta, vero?»

Il suo volto impallidì. Balbettò, incapace di rispondere.

Proprio in quel momento, il mio telefono vibrò con un messaggio.

[È un peccato che tu non fossi qui. Ho preso il primo posto.]

La mia mano si fermò.

Poi qualcuno in classe ansimò.

«Il campione di quest’anno è Ethan!»

«Ethan? Quel licantropo randagio che dicono sia maledetto? Ho sentito che se gareggia lui, gli altri combattono solo per il secondo posto.»

Chloe cercò subito di salvare la faccia.

«Ho perso solo perché ho incontrato quel pazzo. Se ci fosse andata mia sorella, avrebbe perso ancora peggio.»

Gli altri annuirono, mormorando parole di conforto.

Proprio allora, uno dei compagni che stava controllando qualcosa sul telefono mi guardò, gli occhi spalancati.

«Ma la campionessa degli ultimi due anni… era Harper Evans!»

La notizia esplose nell’aula come una bomba.

L’espressione di Chloe si congelò.

La classe cadde in un silenzio totale. Tutti gli sguardi si volsero verso di me.

Persino Liam non poté fare a meno di alzare gli occhi e fissarmi intensamente.

Qualcuno disse incredulo: «Impossibile. Sarà qualcuno con lo stesso nome.»

«È sicuramente Harper,» ribatté un altro. «C’è persino una foto…»

I mormorii si fecero sempre più forti.

«Forse avrebbero dovuto mandare Harper al suo posto…»

«Avrebbe potuto persino vincere un premio.»

Mentre i sussurri si diffondevano, il volto di Chloe diventò verde, poi bianco. Si morse il labbro e mi lanciò uno sguardo carico d’odio.

Alzai lo sguardo proprio mentre Chloe barcollava fino al mio banco. Il suo viso era pallido. Si tenne la testa e scoppiò in singhiozzi.

«Mi dispiace, sorella… è tutta colpa mia. Ti ho rubato il posto…»

Che razza di sceneggiata era questa?

Aggrottai la fronte e stavo per parlare quando Chloe crollò all’indietro all’improvviso.

Mi alzai di scatto, proprio mentre Liam si precipitava in avanti e la afferrava.

Mi lanciò uno sguardo gelido, poi portò Chloe via, stringendola forte tra le braccia.

Rimasi lì per diversi secondi, stordita. Poi serr ai le labbra e li seguii.

All’infermeria della scuola, proprio quando stavo per entrare, Liam mi afferrò con forza il polso e mi fissò con rabbia.

«Un trofeo è così importante per te? Così importante da ignorare la salute di tua sorella solo per stare sotto i riflettori?»

Sentii il polso sul punto di spezzarsi sotto la sua presa, ma non mi divincolai. Lo fissai soltanto e dissi tra i denti serrati: «Non ho detto una sola parola.»

Ero io quella disperata di stare al centro dell’attenzione?

O era Liam che non sopportava di vedere Chloe soffrire, nemmeno un po’?

Liam mi guardò, poi lasciò uscire una risata fredda.

«A volte quelli che fanno finta di non volere nulla… sono i più calcolatori.»

Le sue parole mi trafissero il cuore come un ago intinto nel veleno di aconito.

Lo fissai, sconvolta. Ci volle un lungo momento prima che riuscissi a ritrovare la voce.

«È davvero questo che pensi di me?»

Anche se non facevo nulla, ero comunque io nel torto.

Ma qualunque cosa facesse Chloe, restava pura, intoccabile.

Liam mi guardò dall’alto in basso. Come se si fosse improvvisamente ricordato che doveva fingere di essere un omega debole, la rabbia si congelò sul suo volto. Lentamente, lasciò andare il mio polso.

«Voglio solo che tu sia sempre la Harper che ho incontrato all’inizio. Gentile, semplicemente… qualcuno che non combatte né trama.»

Gli sorrisi amaramente. «E io vorrei che tu potessi essere sempre il Liam che conoscevo.»

Il Liam che conoscevo era quello che stava al mio fianco, che non mi biasimava mai per colpa di qualcun altro.

Ma in fondo lo sapevo: quel Liam non era mai esistito. Era solo una bugia. Un sogno che non sarebbe mai diventato realtà.

Il cuore di Liam si strinse, come se qualcosa dentro di lui si fosse mosso. Parlò senza riflettere: «Certo. Sarò sempre Liam.»

Lo guardai finché gli occhi non iniziarono a bruciarmi. Poi allungai la mano.

«Allora facciamo un giuramento di sangue. Promettiamo che non cambieremo mai. D’accordo?»

Liam aggrottò la fronte, fissando il mio mignolo teso. Non si mosse. Probabilmente pensava fosse una sciocchezza infantile.

Io lo guardai in silenzio.

Dopo un momento, cedette e agganciò il suo mignolo al mio.

«Va bene. Promessa col mignolo. Non cambieremo mai.»

Il cuore mi faceva male.

Sapevo che Liam stava mentendo.

Eppure, premetti forte il pollice contro il suo, sigillando la promessa.

«Liam,» sussurrai, «un lupo che infrange un giuramento di sangue verrà abbandonato dalla Dea della Luna…»

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