Capitolo 6 Allison
Resistetti all'impulso di starnutire mentre una signora mi applicava il phard e l'altra mi arricciava i capelli.
Una delle signore prese il vestito blu cielo che era appeso alla porta. Era un bel vestito con le pieghe con una profonda scollatura.
Dopo che le signore fecero la loro magia, mi presi un momento per ammirarmi allo specchio.
Ero bellissima.
"Sbrigati, non abbiamo tutto il tempo" gridò Venere tirandomi il braccio e trascinandomi verso le scale. I suoi capelli erano raccolti in uno chignon e aveva un vestito rosso.
Rimanemmo per un momento dietro le porte chiuse che affacciavano al giardino e fu allora che sentii la voce della mia matrigna.
"Ecco la nostra ospite d'onore. Mi mancherà quando se ne andrà. La mia adorabile figlia Allison." Aggrottai la fronte verso Venere che alzò gli occhi verso di me.
Sapevo che quella serata sarebbe falsa.
"Vai!" Venere mi spinse verso il giardino. Sorrisi a tutte le signore ben curate sedute intorno ai tavoli enormi decorati fino all'inverosimile.
Salutai e sorrisi facendomi strada verso il tavolo principale dove presi posto. Quello doveva essere il momento più surreale della mia vita. Mi sentivo sopraffatta e fuori posto.
La mia matrigna si avvicinò al mio posto. "Non è semplicemente adorabile" squittii guardandomi dall'altro verso il basso. Tutte quelle persone credevano davvero che quella donna mi amasse davvero. Certo che si.
Dopo un santuoso pasto di cinque portate ero pronta a concludere la serata.
"Allison vieni qui" chiamò Venere mentre aspettava sulla porta della casa della piscina. La casa della piscina era piena di ragazze della mia età che bevevano, ridevano e ballavano. Mi sedetti sfilandomi i tacchi mentre una ragazza mi dava un drink.
"Quindi sposerai Scott Argent? Cazzo, è così sexy" un'altra brunetta biascicò.
Non riuscii a nascondere il rossore che si insinuò sul mio viso.
"Basta" disse Venere. "Lasciateci. Tutte quante." Il gruppo si disperse fuori dalla porta in pochi secondi.
L'espressione di Venere cambiò. Sembrava quasi turbata. "Allison devo parlarti di Scott."
Deglutii nervosamente.
"So che non siamo mai andate d'accordo ma sei sempre mia sorella e devi sapere questo. Dopotutto stai per sposare quell'uomo."
Il mio cuore cominciò a battere forte mentre mi preparavo a sentire di più.
"Allison, lui è uno stupratore. Ha attaccato molte delle mie amiche e attaccherà anche te." Guardò verso la ragazza di fronte mentre un turbine di panico si agitava nel mio stomaco. "Non posso crederci che ti stanno obbligando a sposarlo."
"Ascolta Allison, posso aiutarti a fuggire. Ti porterò via da qui" sbottò Venere. "Alex ha un posto non lontano da qui."
"Possiamo nasconderti lì finché non troviamo un posto migliore."
Sentii un brivido lungo la schiena. Non sarei mai potuta stare in un posto con Alex.
"Devo andare" sussurai a Venere.
Mentre stavo tornando verso la mia stanza Alex mi bloccò.
"Così preferiresti che ti scopasse lui invece me." I miei occhi impauriti incontrarono quelli di Alex.
"Tuo marito non ti soddisferà mai, dimmi che mi ami" disse.
"Alex lasciami andare..."
Si staccò per studiarmi, colsi l'occasione per fuggire nella mia stanza e chiudermi.
Tremavo ancora mentre guardavo verso la finestra. Il giardino era pieno di ospiti che si divertivano. Nessuna persona poteva vedere il mio dolore. Nessuno poteva aiutarmi.
Mi sentivo così confusa e sola. Desideravo tanto che Malìa fosse qui.
Piansi fino ad addormentarmi quella notte, accettando davvero il mio destino, qualunque esso sia.
