Capitolo 5 Allison
Il mio corpo sconfitto giaceva raggomitolato a terra. Le mie lacrime si erano asciugate sulle guance.
Il sole entrava attraverso l'apertura della tenda accecando i miei occhi.
Sentii il mio corpo trasalire quando sentii lo scatto della porta che si apriva. Mio padre entrò nella stanza.
"Che ... che diavolo sta succedendo?" I suoi occhi privi di emozioni incontrarono i miei.
"Malìa, dov'è Malìa?"
"Se n'è andata stamattina." Non mi guardò mentre lo diceva.
"No, no... Alex le ha fatto del male, l'ha attaccata."
"Basta Allison!" Si passò una mano tra i capelli grigi.
"Questi tuoi stupidi incubi stanno solo peggiorando. Devi uscirne e crescere." Scosse la testa incredulo, la delusione riempiva il suo sguardo.
"Papà" sussurrai cercando di implorare il suo cuore, sempre se ne avesse uno.
"Noa sbrigati, saranno qui a momenti..." si bloccò alla vista della mia stanza e poi lanciò uno sguardo gelido verso di me.
"Papà Alex mi ha aggredita ieri sera." Le parole mi uscirono di bocca. Gli occhi della mia matrigna si oscurarono di rabbia mentre bloccava la vista di mio padre.
"Alex è tornato 10 minuti fa bugiarda. Come osi accusare mio figlio?"
"Non adularti Allison. Mio figlio non ti toccherebbe nemmeno con un bastone."
"Dalle una lezione per aver mentito Noa. Non mi interessa quello che pensa la gente." Fissò mio padre con sguardo gelido e se ne andò.
Mio padre mi guardò ma non mi picchiò ed uscì dalla stanza.
Due cameriere entrarono di corsa e mi aiutarono ad alzarmi. Una accese la doccia e l'atra mi aiutò a togliermi i vestiti.
Le cameriere non mi avevano mai aiutato prima, tranne Malìa.
"Malìa sta bene" disse la cameriera più giovane. I miei occhi si alzarono all'improvviso per studiare il suo viso mentre le sue parole mi fecero venire le lacrime agli occhi.
"Se n'è andata stamattina senza dire una parola."
Le mie lacrime cedevano incontrollate mentre immaginavo la mia Malìa. Non aveva alcun senso. Il mio stomaco si attorcigliava al pensiero.
"Starà bene" mi sussurrò la cameriera più anziana mentre mi faceva cenno di entrare nella doccia.
~~~
Passò una settimana mentre camminavo in quella casa enorme, portando un vuoto dentro di me. I miei occhi cercavano Malìa in ogni angolo. Mi mancava tanto.
Gli incubi venivano notte dopo notte.
Non avevo più parlato da quando avevo cercato di supplicare mio padre una settimana prima.
Il mio cuore si sentiva schiacciato dalla perdita di Malìa e fortunatamente non ho visto più Alex. Sapeva che sarei stata da sola in casa la settimana prima e mi sentivo male, realizzando che era venuto per me.
La casa era occupata per i preparativi del matrimonio di cui non mi interessava.
Passavo le giornate a fissare il giardino dalla mia finestra.
L'estate era arrivata facendo sbocciare tutti i fiori.
Promisi a me stessa che non sarei tornata mai più in quella casa e in quella stanza.
Guardavo i giardinieri fuori al lavoro. Venivano allestiti drappi di raso bianco intorno agli alberi.
Mi voltai per guardare la mia stanza semi vuota. Le cameriere mi avevano aiutato a mettere via le mie cose a poco a poco. La maggior parte delle cose erano state messe negli scatoloni , la stanza sembrava più grande da vuota.
Una delle cameriere fece capolino nella stanza e saltello' verso di me tenendo qualcosa in mano. Glielo presi mentre me lo porgeva.
Scrutai il bellissimo biglietto decorato con perle.
I miei occhi si bloccarono sul suo nome, un nome a cui avevo pensato spesso.
- Siete cordialmente invitati al matrimonio di ALLISON WILSON e SCOTT ARGENT -
"Il tuo addio al nubilato è tra pochi giorni Allison" disse la cameriera raggiante.
"Addio al nubilato?" Chiesi agrottando la fronte. Perché mai avrebbero dovuto organizzarmi un addio al nubilato?
"Si. Tutte le signore della città vi parteciperanno."
Sgranai al pensiero di quanto sarebbe falso quell'evento.
Un sospiro sconfitto lasciò le mie labbra. Stava succedendo veramente!!!
