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Capitolo 4 Allison

Avevo la casa tutta per me per il fine settimana.

Erano tutti via e mi piaceva.

La mia matrigna e mio padre erano in visita alla famiglia. Venere era in viaggio con le sue amiche.

Alex fortunatamente lavorava all'estero per la maggior parte dell'anno, ma ogni volta che era a casa lo evitavo a tutti i costi, chiudendo la porta della mia stanza a chiave, soprattutto di notte.

Era bello rilassarsi sul divano godendo la pace che riempiva la casa con l'assenza della mia famiglia. Malìa rimase con me per la maggior parte del tempo. Parlavamo e guardavamo un film.

Si fece notte fonda prima che decidessimo di ritirarci per la notte.

Ero esausta ma soddisfatta della giornata che ho passato.

Mi stesi a letto fissando il soffitto. I miei pensieri andavano sempre a Scott Argent prima di addormentarmi.

Dalle poche voci che avevo sentito era un playboy, ma non potevo giudicarlo.

~~~

"Allison" un brivido gelido si insinuò nelle mia ossa sentendo pronunciare il mio nome. I miei occhi si aprirono di scatto e con mio orrore Alex era in piedi vicino al mio letto.

La puzza di alcool aleggiava nella stanza prima ancora di vedere la bottiglia di whisky nella sua mano.

"Alex cosa stai..." Il mio respiro si bloccò quando Alex premette la bottiglia contro la mia bocca.

"Per favore..." supplicai con singhiozzi incontrollabili, poi persi conoscenza.

Qualche tempo dopo sentii un'altra voce maschile prima che spuntasse la testa all'interno della stanza. "Alex dove cazzo sei?"

Era l'amico di Alex, poi persi conoscenza nuovamente.

Non ero sicura di quanto tempo fosse passato, finché non sentii un'altra voce familiare urlare in preda al panico.

"Gesù, allontanati da lei"

Fu solo quando Malìa gettò il suo corpo sul mio che uscii dalla paralisi.

"Lasciala subito in pace" gridò Malìa.

"Vaffanculo sguattera" disse l'amico di Alex spingendola via. Malìa cercò di spingersi di nuovo verso di me, le sue grida sconvolte mi trafiggevano l'anima.

Gli occhi di Alex erano pieni di rabbia. "Sbarazzati di lei prima che senta tutta la casa."

Guardai trascinare il corpo di Malìa fuori dalla stanza, Alex uscì dopo chiudendo dietro di sé la porta.

Le urla di Malìa si fermarono di colpo quando sentii il suo fragile corpo cadere per le scale.

Presi a pugni e a calci la mia porta chiusa a chiave all'esterno, cercando di raggiungerla, non riconoscendo la mia voce in preda dal dolore.

"Malìa!!!!" Urlai.

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