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Capitolo 3

A notte fonda, il fuoco scoppiettava nel camino della villa. Il soggiorno era così silenzioso che si sentiva soltanto il crepitio della legna.

Ero sdraiata sul divano a sfogliare una rivista d’arte, mentre Ethan Carter faceva la doccia al piano di sopra. Canticchiava allegramente, e il rumore dell’acqua filtrava dalla fessura della porta.

Il suo telefono giaceva tranquillo sul tavolino quando, all’improvviso, lo schermo si illuminò vibrando con urgenza.

Alzai istintivamente lo sguardo.

Sul display comparve un nome: **Mila Scott**.

Le dita mi si bloccarono.

Il respiro divenne quasi impercettibile.

Allungai la mano e risposi.

«Tesoro, vieni stasera?»

Dall’altra parte, la voce di Mila era bassa e sensuale, accompagnata da una risata pigra, come se fosse sdraiata su un letto morbido.

Il fiato mi si fermò in gola, il petto trafitto come da un ago.

«Ti sto aspettando nel nostro solito posto. Me l’hai promesso.»

Parlava con una naturalezza e una sicurezza assolute, come se quella fosse la relazione che contava davvero.

E io fossi solo di troppo.

Non dissi nulla, ma i palmi delle mani diventarono gelidi.

Finché lei mormorò, perplessa:

«Perché non dici niente?»

Solo allora riagganciai con decisione e rimisi il telefono esattamente dov’era, sul tavolino.

Le dita erano fredde come ghiaccio, ma il cuore lo era ancora di più.

Usava persino il francese, certa che non avrei capito.

Era evidente che si erano accordati da tempo.

Erano convinti che, anche se avessi risposto per sbaglio, non avrei compreso una parola.

L’acqua continuava a scorrere al piano di sopra. Ethan canticchiava ancora, sereno e soddisfatto.

E il mio cuore si raffreddava, centimetro dopo centimetro.

Pochi minuti dopo, scese le scale. I capelli ancora bagnati, addosso abiti da casa, l’aspetto gentile di un compagno premuroso.

«Perché non dormi ancora?»

Si avvicinò sorridendo. «Mi stavi aspettando?»

Alzai lo sguardo, le labbra incurvate in un sorriso lieve.

«In un certo senso.»

Si chinò a baciarmi la fronte e andò in cucina.

«Ti preparo del latte caldo. Ultimamente dormi male, ti serve più calcio.»

Tornò poco dopo, porgendomi la tazza con un tono impeccabilmente dolce.

«Grazie.»

La presi con entrambe le mani, abbassando gli occhi per soffiare piano.

Il vapore caldo mi sfiorò il viso, ma non riuscì a sciogliere il gelo nel petto.

Si sedette accanto a me come se nulla fosse, lo sguardo colmo di adorazione.

«Vivian, sai che ho sempre voluto la tua felicità.»

Lo guardai, calma, senza alcuna emozione superflua.

Sì.

Aveva sempre interpretato alla perfezione il ruolo del fidanzato ideale, ingannando tutti con naturalezza.

Peccato che io avessi sentito la verità con le mie stesse orecchie.

«Qualcuno ti ha chiamato.»

Indicai il telefono sul tavolino.

«Ho risposto io.»

Per un istante nei suoi occhi passò il panico, poi si ricompose subito.

«Questioni di lavoro. Devo richiamare, tesoro.»

Era così di fretta che non sentì i miei passi dietro di lui.

Chiuse la porta. Dalla fessura che non aveva serrato bene, sentii chiaramente la conversazione.

«Sto arrivando da te. Mi hai acceso il fuoco addosso.»

«Tentatrice insaziabile. Aspettami, ti punirò come si deve.»

All’improvviso la porta si spalancò.

Vedendomi lì fuori, Ethan sussultò per un secondo, poi tornò a sorridere con calma.

«È successo qualcosa in azienda. Devo andare subito.»

«Va bene. Guida piano.»

Sorrisi dolcemente, come sempre, mentre il cuore sanguinava.

A notte fonda restai sdraiata a fissare il soffitto, incapace di dormire.

Le parole di Ethan mi ronzavano in testa senza sosta:

*Ti punirò come si deve.*

La voce di Mila, il tono allusivo, la sicurezza con cui si fidava di lui… tutto mi corrodeva il sangue come veleno.

Mi alzai dal letto, andai alla scrivania, aprii il diario e scrissi sotto la luce fredda della lampada:

“Telefonata.

Chiamante: Mila Scott.

Lingua: francese.

Contenuto: proposta di incontro.

Testimone: io.”

La grafia era dura e fredda, come una deposizione.

Posai lentamente la penna e guardai il cielo notturno.

L’oscurità era profonda, solo la luna lontana pendeva fredda nel vuoto.

*Ding.*

Una notifica interruppe i miei pensieri. Abbassai lo sguardo e vidi dei messaggi di Mila Scott. Il sangue mi scorse all’indietro.

Aveva inviato diverse foto: la mano di Ethan sul suo petto, la schiena nuda di Ethan, e persino…

Non guardai oltre.

C’era anche un messaggio vocale:

«Dannazione, mi ucciderai. Com’è possibile che tu sia così brava a sedurre?»

«Mi fai impazzire molto più di Vivian.»

In quell’istante, il mio cuore morì del tutto.

Con me non aveva mai mostrato quei lati.

Era sempre stato gentile, misurato. Non eravamo nemmeno mai stati intimi. Credevo fosse rispetto.

In realtà, quell’eccitazione la riservava a un’altra.

Le lacrime mi scesero silenziose sul viso.

Questo fidanzamento non doveva continuare.

Composi un numero. Appena la chiamata si collegò, parlai senza esitazione.

«Accetto di tornare a casa. Aiutatemi con il visto.»

Accettarono subito.

Chiusi la chiamata, gli occhi ormai gelidi.

Tra una settimana me ne sarei andata completamente da qui.

Avrei lasciato Ethan.

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