**Capitolo 7**
Ethan aveva appena aiutato Lily a salire in macchina quando colse solo l’ultima parte della mia frase.
Mi resi conto che non aveva sentito l’inizio, così inventai qualcosa con naturalezza.
«Una mia amica sta per lasciare la città», dissi.
Lui annuì, senza fare altre domande.
Al penultimo quarto giorno, Ethan riportò a casa le foto di matrimonio scattate con Lily.
Aveva il telefono in una mano, in videochiamata con lei, e nell’altra una foto incorniciata che mi mostrò. Il suo volto era morbido, quasi tenero.
«Lily, sono arrivate le stampe. Lo staff ha detto che sembriamo stupendi insieme», disse sorridendo alla camera.
Ero appena uscita a prendere dell’acqua quando lo sentii.
Quando mi vide, i suoi occhi guizzarono, imbarazzati. Sembrava volesse dire qualcosa.
Io lanciai uno sguardo alla foto e commentai con sincerità:
«È venuta bene.»
Avevo pagato una cifra enorme per prenotare quel fotografo. All’epoca volevo immortalare il momento più pieno d’amore tra Ethan e me.
Mi ero immaginata che, vedendo le stampe finite, avrei provato una felicità mai sentita prima.
Ethan, in smoking, era davvero come l’avevo sognato: bello, luminoso.
L’unica differenza era che la donna accanto a lui non ero io.
Eppure il mio cuore non si mosse, nemmeno di un millimetro.
Dal momento in cui avevo scoperto che Lily era incinta, ogni ultimo briciolo di sentimento che avevo per Ethan si era dissolto.
Ethan invece rimase sbalordito.
Si rese conto all’improvviso che da tempo non avevamo una vera conversazione. Persino durante quella settimana in cui lui e Lily erano in viaggio, io non gli avevo mandato nemmeno un messaggio.
La cosa lo mise a disagio.
Lily continuava a chiacchierare in video, e Ethan scosse la testa, scacciando quell’inquietudine che gli saliva addosso. Si disse che ero solo stanca per i preparativi del matrimonio.
Due giorni prima delle nozze, passai in ospedale a prendere dei farmaci — nel caso servissero.
Ed è lì che incontrai Ethan e Lily, appena usciti dalla sua visita prenatale.
Nei suoi occhi comparve un raro lampo di panico. Aprì la bocca per parlare, ma Lily lo anticipò.
Corse da me, mi afferrò la mano e sembrò sul punto di inginocchiarsi. La voce le tremava.
«Mia, lo so che non hai ancora accettato che io ed Ethan avremo questo bambino, ma… non posso più aspettare. Il dottore dice che mi resta forse un anno. Io… voglio solo vedere il mio bambino nascere.»
«Appena il bambino sarà nato, starò lontana da Ethan. Te lo prometto, non mi metterò tra voi.»
Prima ancora che potessi rispondere, Ethan si fece avanti pieno di apprensione e la sollevò con dolcezza.
«Non dovresti fare queste cose, nelle tue condizioni», disse piano.
Poi guardò me.
«Ora che lo sai, non ha senso nasconderlo.»
«Non preoccuparti. Questo non influenzerà il nostro matrimonio.»
Se fosse successo un mese prima, forse sarei esplosa. Avrei urlato, pianto, avrei dubitato di me stessa.
Avrei chiesto se ero una cattiva fidanzata, se per questo Ethan aveva scelto di avere un figlio con un’altra.
Ma tutto ciò che era successo da allora mi aveva chiarito una cosa.
Non era che io non fossi abbastanza. Era che Ethan non mi amava.
Solo quando non ami qualcuno puoi calpestare così facilmente i suoi sentimenti.
Io lo sapevo già che Lily era incinta. Io avevo già lasciato andare Ethan.
Quindi non avevano bisogno di recitare come se fossi io la cattiva che voleva separarli.
Li guardai un attimo, poi distolsi lo sguardo.
«Capisco», dissi.
E con quello, presi le medicine e me ne andai. La data della partenza si avvicinava e dovevo ancora finire di fare le valigie.
Chiaramente non si aspettavano che fossi così calma.
Soprattutto Ethan. Mi fissò mentre mi allontanavo, il viso impigliato nella confusione.
Avevo fatto scenate per un mese intero per quella gravidanza. E ora, davanti alla verità, non avevo alcuna reazione.
Un’inquietudine strana gli strisciò dentro. Da qualche parte, qualcosa era cambiato — e lui non se n’era nemmeno accorto.
Ero appena arrivata alle scale quando Lily mi raggiunse e mi afferrò la manica.
Ethan era ancora a una certa distanza. Lily lasciò cadere la maschera.
«Mia Harlow», sogghignò, «com’è, stare lì a guardare il tuo fidanzato fare un figlio con un’altra donna?»
Non avevo voglia di discutere con lei. Non ne valeva la pena.
Le scrollai via la mano e mi voltai per andarmene.
Ma nel momento in cui mi liberai, Lily perse l’equilibrio e iniziò a cadere.
D’istinto le afferrai il braccio, impedendole di rotolare giù per le scale.
Non avevo nemmeno mollato la presa che una voce furiosa ruggì alle mie spalle.
«Che diavolo stai facendo?!»
Ethan si era chiesto perché fossi così calma. Ora, vedendo quella scena, pensò di aver capito.
Credette che stessi solo fingendo di essere composta — che in realtà non l’avessi accettato affatto.
Lily cambiò subito espressione, mettendosi addosso un’aria innocente e lacrimosa, stringendosi la pancia mentre gli occhi le si riempivano di lacrime.
«Ethan», singhiozzò, «volevo solo ringraziare Mia per essere stata così comprensiva, ma non pensavo che lei…»
Il volto di Ethan si oscurò all’istante.
«Mia Harlow, non avrei mai pensato che fossi questo tipo di persona!»
«Chiedi scusa a Lily. Subito!»
