Libreria
Italiano
CapitolI
Impostazioni

Capitolo 4

- Sto cercando... beh... - si schiarì la voce, controllando un biglietto sgualcito che teneva stretto tra le mani - ...sto cercando gli Stili. - Borbottò mentre leggeva il mio cognome con quella voce buffa che alle mie orecchie suonava come una melodia. - Ieri ero a New York, ma il portiere del palazzo mi ha detto che la signora è in Europa, così mi ha indirizzato qui. -

La signora, altrimenti nota come mia madre.

- Bene, ne hai trovato uno. - risposi, mentre questa volta fu lei a guardarmi con sospetto, come se si aspettasse qualcun altro al mio posto. - Come ti chiami? - chiesi tenendole la testa sul palmo della mano come se volessi dedicarle tutta la mia attenzione.

-Antonio... - rispose lei - ... Antonio Hayden, ma fin da piccolo mi chiamavano Peps, perché anche mio padre si chiamava Peps. -

Usò il passato, il che significava che suo padre era morto. -Antonio, eh? - Annuì speranzosa per chissà quale motivo, che non mi sfuggì affatto. - Non mi dice nulla. - Scossi lentamente la testa mentre la guardavo deglutire. - Cosa ti porta da me, Antonio? - Le sorrisi maliziosamente mentre si accigliava, anche se non capivo il motivo di quella reazione, comunque avrebbe dovuto almeno sentirsi lusingata.

- Tu o tua madre non avete saputo del mio arrivo? Pensavo che mia nonna...

Scossi lentamente la testa, interrompendola mentre si mordeva nervosamente le labbra come se la cosa la preoccupasse. - No, non sapevamo nulla e non so chi sei o cosa vuoi da noi, Peps, ma puoi comunque restare se vuoi. -

Deglutì, quasi offesa dalla mia offerta per nulla mite. Si accigliò e mi guardò con curiosità per alcuni secondi. - Come hai detto che ti chiami? -

Sorrisi. Mossa intelligente di Bambi.

- Non te l'ho detto. - Risposi, passandomi la lingua tra le labbra per inumidirle mentre guardavo audacemente le sue labbra, che si separarono. - Ma se decidi di restare, ti prometto che ricorderai il mio nome per il resto della tua vita. - Scherzai maliziosamente, rendendole chiare le mie non innocue intenzioni, mentre lei raccoglieva le sue cose e si alzava ignorando il mio scherzo scortese, che non avvenne mai. Le donne si sciolsero ai miei piedi; avrei potuto calpestare della merda e loro l'avrebbero leccata via. Ma non lo fece e questo, all'epoca, mi fece torcere lo stomaco dalla rabbia.

- Ricorderai anche il mio. - Rispose, fissandomi dritto negli occhi mentre io alzavo un sopracciglio, evitando a stento di scoppiarle a ridere in faccia. Nonostante il mio orgoglio ferito, morivo dalla voglia di sapere chi fosse questa ragazza e perché ci stesse cercando.

- Ne dubito. - Mormorai, alzandomi e mettendomi le mani in tasca. Deglutii, quando mi accorsi che mi arrivava al petto.

- Non esitare troppo, potrei sorprenderti! -

Sembrava quasi una minaccia, il che mi fece solo sorridere, quasi con pietà, visto che non aveva idea di chi avesse di fronte. Poverino, pensai, e cosa avrei potuto fare con i suoi centimetri di altezza? Salire su una sedia per darmi uno schiaffo?

- Mi scusi se l'ho disturbata! - Aggiunse ironico mentre seguivo la sua forma con gli occhi, memorizzando i movimenti del suo sedere rotondo finché non attraversò la porta scomparendo dalla mia vista.

- Merda!... No, no!!!! - esclamò Jorge da lontano, incontrando il mio sguardo mentre sentivo dentro di me qualcosa di simile al senso di colpa. E se non l'avessi più rivista? No, la realtà era molto diversa e i sensi di colpa c'entravano poco. La mia era semplice curiosità, niente di più. - Cosa le hai detto per farla andare via così? - Si lamentò infastidito non appena li raggiunsi al bancone.

- Era davvero una bella ragazza! - esclamò Cooper, ed era forse la prima volta che lo sentivo parlare così di qualcuno che non fosse sua moglie Summer.

- Non essere sciocco se non vuoi che dica tutto a tua moglie! - minacciai mentre gettavo le mani in aria in segno di resa. - Dimmi, il nome Antonio Hayden ti dice qualcosa? - domandai al mio adorabile stallone che scrollò le spalle senza accorgersene.

- Il nome non significa nulla per me, ma lui ha detto di avere diciassette anni. - Jorge parlò, lasciandoci a bocca aperta, mentre io spalancavo gli occhi sperando che fosse un po' più grande.

- Che cazzo aspettavi a dircelo? È una cosa importante, quindi cerca di non ossessionarti troppo, amico mio. - Ho informato il mio mentore della differenza di età e del fatto che era ancora minorenne. - Sempre che tu la riveda! -

- Cosa stai dicendo, giusto, e non era nemmeno così bello. Ho visto di meglio. -

- Sai cosa dicono dalle mie parti? Che quando la volpe non arriva all'uva dice che è verde. - Aggiunse Jorge al quale diedi uno schiaffo sulla nuca facendolo gemere. - Era simpatica e molto educata, solo che sembrava un po' turbata da qualcosa. -

- Ti ha detto da dove viene? - Chiesi con curiosità, sperando che ne sapesse più di me.

- Seattle, credo... - Lo vidi annuire esitante, fare una smorfia e battere il mento con l'indice paffuto - ... o Miami, non ricordo, scusa, sai che ho il cervello bruciato. Ma so dove si trova. -

Dove? No, non chiederlo o penseranno che ti interessa. Ho mentalmente pregato Cooper di farlo per me, ma non c'è stato verso, non ne ha voluto sapere.

- Ha detto qualcosa... beh... qualcosa su di me? - chiese speranzoso, alzando un paio di volte il sopracciglio mentre fissavo la sua pietosa immagine di maiale.

- Sì, sembri uno spaventapasseri. -

Cooper rise di gusto. - C'è qualcos'altro che non ha a che fare con Jorge? -

Annuii, pensando alle parole della ragazza. - Che avrei ricordato il suo nome per molto tempo. -

- Sembra una minaccia. - Il mio cameriere esclamò divertito. - Mi piace, ha coraggio. -

- Smettila di dire sciocchezze e avvisa tutti che il locale rimarrà chiuso questo fine settimana. - Accesi una sigaretta, stressato, prima di passare il pacchetto a Jorge che ne tirò subito fuori una e mi ringraziò. Espirai un po' di fumo con lo sguardo perso tra le bottiglie di alcolici dietro il mio barista.

Cosa voleva da me quella ragazza?

Scarica subito l'app per ricevere il premio
Scansiona il codice QR per scaricare l'app Hinovel.