Capitolo 07
Serena rimase seduta da sola nell’attico vuoto fino a tarda notte, quando finalmente Carter chiamò.
La sua voce era tesa, e sullo sfondo lei riusciva a sentire appena gli annunci dell’ospedale. «Tesoro, non tornerò a casa per un paio di giorni. La fusione ha incontrato un grosso problema…»
Le palpebre di Serena tremarono.
Aveva mentito così tante volte che ormai non si prendeva nemmeno più la briga di inventare una scusa credibile.
Il suo silenzio mise Carter a disagio. «Quando torno, farò organizzare un jet privato per portarti a Orlando. Te lo prometto.»
Serena rimase in silenzio a lungo, poi fece una risata lieve.
«Va bene. Come dici tu. A New York sta diventando freddo. Vestiti bene.»
Dall’altra parte, il sollievo di Carter fu udibile. Il suo tono si alleggerì.
«Va bene, tesoro. Riposati. Devo andare.»
Prima che Serena potesse rispondere, la linea cadde.
Il clic echeggiò come un colpo nel petto di Serena, lasciandole un dolore sordo.
L’attico brillava di luce, illuminando ogni angolo del suo dolore.
Dopo molto tempo, arrivò un altro messaggio di Carter.
【Tesoro, dormi? Fuori nevica!】
Neve? Serena guardò fuori dalla finestra e vide i fiocchi cadere.
Non erano fitti, ma scendevano dolcemente sull’acciaio e sul vetro di Manhattan.
Serena sentì una fitta di memoria.
L’anno in cui lei e Carter si erano messi insieme alla Columbia, New York aveva visto la prima neve della stagione.
Quel giorno Carter aveva preparato cioccolata calda e aveva camminato con lei attraverso Central Park.
Faceva un freddo pungente, ma lui era pieno di energia, gli occhi luminosi di sogni sul futuro.
«Serena, guarda. La neve nei capelli. Non conta come invecchiare insieme? Pensi che io sia il tuo futuro marito?»
La neve che quel giorno aveva imbiancato i capelli di Carter si fuse con quella fuori dalla finestra, e il naso di Serena cominciò a pizzicare.
Poi Vivian mandò una foto.
La porta di vetro di una lussuosa stanza VIP d’ospedale rifletteva due figure abbracciate strette: lei e Carter.
【Serena, la prima neve a New York è così romantica.】
Serena guardò il volto sorridente di Carter nella foto e sentì come se la neve stesse cadendo dentro il suo petto, congelandola dall’interno.
Fissò la neve che cadeva, in piedi nel soggiorno vasto e silenzioso, e sussurrò.
«Carter, avevi promesso che saremmo rimasti insieme per sempre. Perché sei stato tu il primo a lasciarmi la mano…»
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Il giorno dopo Serena ricevette una chiamata da Daniel.
«Signora Hayes, i documenti sono pronti. Può venire in ufficio a firmare.»
Serena accettò. Non chiamò l’autista di famiglia. Prese invece un taxi verso Midtown sotto il cielo pallido di New York.
Entrando nello studio legale specializzato in divorzi ad alto patrimonio, Serena riusciva a sentire frammenti di conversazioni attraverso il vetro insonorizzato.
«Legalmente, se sta trasferendo beni, possiamo congelare i conti.»
«Prima della sentenza definitiva, le suggerisco di non lasciare la townhouse…»
«Mi dispiace, ma quelle falle nel contratto prematrimoniale saranno difficili da contestare. Cercheremo di massimizzare il mantenimento.»
I clienti seduti davanti ai migliori avvocati avevano tutti la stessa espressione: esausti, vuoti, senza traccia di sorriso.
Il cuore di Serena si strinse.
Ora non era diversa da loro.
«Serena, da questa parte.»
Daniel si alzò da dietro la grande scrivania di quercia e le fece cenno.
Serena gli si avvicinò, e lui le porse una spessa pila di documenti.
«Ho organizzato i documenti finanziari e le prove dell’infedeltà nella bozza dell’istanza. Deve solo firmare l’incarico e la petizione, e li depositeremo oggi stesso in tribunale. La citazione verrà notificata al signor Sterling a breve.»
Serena prese la penna e guardò il linguaggio giuridico sulla pagina: “il matrimonio è irrimediabilmente compromesso”. Il cuore le fece male.
Pensò al loro matrimonio in una chiesa di Long Island, dove erano stati in piedi davanti a un sacerdote e avevano pronunciato i voti.
«Ti prendo come mio legittimo coniuge, per averti e custodirti da questo giorno in avanti, nella buona e nella cattiva sorte, nella malattia e nella salute, finché morte non ci separi.»
Gli occhi le bruciarono.
Serena strinse la penna e firmò il proprio nome sulla riga della parte attrice.
“Attrice: Serena Hayes.”
