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Amore è una Trappola

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Riepilogo

Quando venni a sapere che il mio fidanzato, Grayson Miller, era stato rapito dal suo nemico giurato, andai da sola a offrirmi in cambio della sua libertà. Ma dopo essere stata torturata e gettata giù dalla montagna, udii scoppi di risate provenire dal negozio lì vicino. «Guardate, abbiamo fregato Mia di nuovo. Patetica!» Attraverso la fessura della porta, vidi Grayson seduto spalla a spalla con il suo cosiddetto nemico. Tra loro non c’era la minima traccia di odio. «Questa è la novantasettesima volta che la prendiamo in giro. Quando arriviamo a cento, la smettiamo.» «Se lo merita. All’epoca si rifiutò di aiutare Yasmine a ottenere i biglietti per il concerto, così Yasmine non poté andare. Yasmine è l’amore d’infanzia di Grayson. È per questo che abbiamo deciso di vendicarci facendole credere che lui l’amasse. Peccato che il gioco stia per finire.» Mi morsi forte il labbro, trattenendo le lacrime. Quella che credevo fosse salvezza non era altro che il loro crudele divertimento.

primo amoreTradimentoOdiosentimentoRotturaRimpianto Amoroso

Capitolo 1

Quando venni a sapere che il mio fidanzato, Grayson Miller, era stato rapito dal suo nemico giurato, andai da sola a offrirmi in cambio della sua libertà. Ma dopo essere stata torturata e gettata giù dalla montagna, udii scoppi di risate provenire dal negozio lì vicino.

«Guardate, abbiamo fregato Mia di nuovo. Patetica!»

Attraverso la fessura della porta, vidi Grayson seduto spalla a spalla con il suo cosiddetto nemico. Tra loro non c’era la minima traccia di odio.

«Questa è la novantasettesima volta che la prendiamo in giro. Quando arriviamo a cento, la smettiamo.»

«Se lo merita. All’epoca si rifiutò di aiutare Yasmine a ottenere i biglietti per il concerto, così Yasmine non poté andare. Yasmine è l’amore d’infanzia di Grayson. È per questo che abbiamo deciso di vendicarci facendole credere che lui l’amasse. Peccato che il gioco stia per finire.»

Mi morsi forte il labbro, trattenendo le lacrime. Quella che credevo fosse salvezza non era altro che il loro crudele divertimento.

……

Alzai la mano per bussare e chiedere aiuto, ma mi bloccai. All’interno, le loro voci di scherno continuarono, mescolate alle registrazioni delle mie urla.

«Guardala adesso, il corpo rovinato dappertutto tranne che in faccia. A cosa le serve tutta quella skincare? È disgustosa!»

«Se Grayson non avesse detto di lasciarle intatta la faccia perché altrimenti gli verrebbe da vomitare a guardarla, avremmo distrutto anche quella.»

«Pensi che morirebbe di rabbia se sapesse che il suo “nemico” è in realtà il cugino di Grayson? Forse la prossima volta dovremmo spingerci ancora oltre—»

«Basta.» Una voce fredda li interruppe. Sentii lo scatto di un accendino. «Non esagerate. Qualunque cosa sia successa, in pubblico è ancora la mia fidanzata. Avete pensato a me?»

«Oh, giusto, scusa, Grayson.» Uno dopo l’altro si affrettarono a scusarsi.

Strinsi le labbra ancora di più, senza osare fare alcun rumore. Mentre erano distratti, trascinai il mio corpo distrutto verso la strada. Chiunque passasse mi fissava con paura. Una bambina urlò quando mi vide. Il sole cocente batteva su di me, caldo sulla pelle, ma il mio cuore era gelido. Un tempo amavo i pomeriggi di sole come quello. Avevo persino conosciuto Grayson in un giorno esattamente così.

Quel giorno mi trovavo all’autodromo a prendere appunti. Un’auto sportiva rossa si fermò davanti a me. Un uomo alto scese, si tolse il casco e, dopo aver lanciato uno sguardo al mio badge, sollevò le sopracciglia con un sorriso. «Sei nuova?»

Annuii, nervosa. «Sì.»

Tenendo il casco appoggiato al braccio, guardò la bottiglia nella mia mano e sbatté le palpebre in modo giocoso. «Ho un po’ di sete. Posso bere un sorso?»

Rimasi sorpresa, ma annuii. Mi ringraziò, mi porse il casco, poi svitò il tappo e bevve a lunghi sorsi. Guardai l’acqua scendere lungo la sua gola, il viso che mi bruciava mentre distoglievo in fretta lo sguardo. Quando riprese il casco, sorrise di nuovo. Qualcuno lo chiamò da lontano e lui si avviò, poi all’improvviso si voltò. «Come ti chiami?»

«Mia.»

Il suo sorriso si fece ancora più luminoso. «Un nome carino.»

Poi si affrettò ad andare via, e io sentii il cuore battermi all’impazzata. Ero piena di una dolce eccitazione, senza sapere che avevo appena messo piede nella trappola che aveva preparato con tanta cura.

Bang, bang, bang. Quando riaprii gli occhi, davanti a me non c’era più l’autodromo, ma una strada senza fine. Tre giorni senza cibo né acqua avevano spinto il mio cuore già debole oltre il limite. Stringendomi il petto, barcollai e caddi a terra. L’oscurità mi avvolse e, proprio prima di perdere del tutto conoscenza, udii una voce in lontananza che correva verso di me.