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Capitolo 1

Io, Sienna, sono in piedi al centro del salotto del nostro attico a Manhattan, con scontrini d’albergo stropicciati sparsi ai miei piedi. Le date coincidono con la settimana scorsa — quando Adrian sosteneva di essere in viaggio d’affari a Chicago. Ma l’indirizzo sugli scontrini è quello del **Rosewood Hotel**, a soli dieci minuti di macchina dal nostro appartamento.

Le dita mi diventano gelide mentre scorro distrattamente il telefono. Sullo schermo c’è l’ultimo post sui social di Chloe — Chloe, che ho sempre trattato come una sorellina. Un selfie allo specchio la ritrae in una vestaglia di seta morbida, la mano appoggiata con apparente noncuranza sul ventre piatto. La didascalia recita:

«Sorpresa da una nuova vita, mi sento un po’ sopraffatta. Ma con te accanto, andrà tutto bene. @Adrian»

Adrian. Il mio fidanzato. L’uomo che tra un mese giurerà fedeltà eterna davanti a cinquecento invitati.

La sezione commenti è inondata di congratulazioni, amici che li definiscono la “coppia perfetta”. Che assurdità. Tutti sanno che Chloe è incinta di un figlio di Adrian — tutti tranne me, la sua vera promessa sposa, tenuta all’oscuro.

Lo stomaco mi si contorce. Mi viene quasi da vomitare.

Proprio in quel momento, la serratura scatta. Adrian entra con il suo solito sorriso devastante.

«Tesoro, sono a casa!» apre le braccia e si avvicina, portando ancora addosso il fresco della notte. «Ti sono mancato?»

Mi irrigidisco quando mi abbraccia. Il suo cappotto non profuma solo della sua solita colonia, ma anche di una fragranza dolciastra e nauseante. Il profumo preferito di Chloe.

«Non avevi detto che saresti stato a cena con gli investitori fino a tardi?» chiedo, cercando di mantenere un tono normale.

Mi lascia andare, massaggiandosi le tempie con aria stanca. «Sì, ma Mark ha dovuto cancellare all’ultimo momento. A proposito…» si china verso di me, le dita che mi sfiorano la guancia, «il mese prossimo ci sposiamo. Sei nervosa?»

Guardo quei suoi occhi profondi di cui una volta ero perdutamente innamorata, e ora non vedo altro che due buchi neri e freddi.

«Un po’», rispondo, lo sguardo che scivola su quello maledetto scontrino d’albergo sul pavimento. Metà sporge da sotto il divano, come se mi stesse deridendo in silenzio.

Segue il mio sguardo; il sopracciglio gli si increspa quasi impercettibilmente, poi si distende. «Cos’è quello? Spazzatura?» cammina con noncuranza e, con il piede, spinge completamente lo scontrino sotto il divano, poi mi circonda la vita con naturalezza. «Lascia stare. Ti ho portato un regalo.»

Tira fuori una scatolina di velluto. Dentro c’è un bracciale di diamanti, lussuoso fino a risultare quasi pacchiano.

«Ti piace? Ricordo che ti sei soffermata a guardarlo su quella rivista.» Il suo tono è tenero, carico di aspettativa.

Prendo la scatola senza aprirla. «Grazie. È bellissimo.»

Sembra leggermente deluso, ma si riprende subito. «Vado a fare la doccia. Dopo, organizziamo per bene il viaggio di nozze, d’accordo?»

«D’accordo», dico.

Osservando la sua schiena che si allontana — la schiena con cui credevo di passare tutta la vita — parlo all’improvviso: «Adrian, ti ricordi cosa hai detto quando mi hai chiesto di sposarti?»

Si ferma, si gira, sul volto quel sorriso gentile capace di sciogliere il cuore di qualsiasi donna. «Certo che me lo ricordo. Ho detto che senza di te la mia vita non avrebbe senso. Sei tutto per me.»

Lo dice con tale sincerità, con tale naturalezza. Se non fosse per quello scontrino e per il post di Chloe che mi brucia ancora negli occhi, potrei quasi credergli di nuovo.

«Vai a fare la doccia», dico piano.

Nel momento in cui la porta del bagno si chiude, il sorriso svanisce del tutto dal mio volto. Abbasso lo sguardo sul costoso bracciale di diamanti nella mia mano e, senza la minima esitazione, lo getto nel cestino dell’angolo.

Il rumore dell’acqua che scorre riempie l’appartamento. Vado alla scrivania e apro il cassetto più basso, tirando fuori una cartellina senza etichette. Dentro c’è un solo foglio, con una riga stampata in alto:

**Progetto Resurrezione – Conferma Fase Uno**

Il mio dito indugia per un secondo sull’opzione **“Conferma Attivazione”**. Poi afferro una penna e spunto la casella con forza.

La punta della penna quasi trapassa il foglio.

Adrian, non saprai mai che la tua fidanzata perfetta scomparirà completamente nel momento più felice della tua vita.

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