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Capitolo 8

Settimane dopo…

Naomie Schmid

Seduta nel salotto di mia figlia, la guardavo assorta nel suo telefono.

Sorrideva, e questo bastò per farmi insospettire un pochino…

– Antonia, tutto bene? – chiesi ad alta voce.

Nessuna risposta.

Era completamente immersa nella sua conversazione.

– Klaus! – insistetti.

Sollevò lo sguardo, un po’ sorpresa.

– Oh, scusami mamma, dicevi?

Le sorrisi prima di ribattere:

– E il mio succo? Sta arrivando o no?

Si riprese in fretta:

– Oh sì, scusa mamma… ero presa dalla conversazione…

– Hum… e con chi stai parlando di così interessante? – chiesi con aria furba.

– Con Noah – disse, con un sorriso da innamorata stampato in faccia.

– Noah? E chi sarebbe Noah? – domandai incuriosita.

– Oh, non te ne avevo parlato… è l’associato di papà. Vive in America.

Siamo molto amici – spiegò.

La guardai sorridendo.

Ero davvero felice di vederla sorridere di nuovo così.

Dopo tutto quello che aveva passato – il tradimento, la delusione, il dolore – era bello vederla tornare alla luce.

– Come stai davvero, amore mio? – chiesi.

Mi guardò seria prima di rispondere:

– Sto bene, mamma. Non preoccuparti per me. Sono molto forte.

La abbracciai stretta.

Era davvero forte, la mia bambina.

Ero fiera di lei, più di ogni altra cosa.

– Sono davvero orgogliosa di te, tesoro mio.

Sei davvero degna di essere nostra figlia – dissi.

Lei sorrise, radiosa.

– È perché mi avete insegnato tutto tu e papà…

– Allora dimmi… che succede tra te e questo giovane? – chiesi con malizia.

– Niente, mamma! Siamo solo amici…

E poi è un multimiliardario! Non mi noterebbe mai – rispose, abbassando lo sguardo.

– Hum… quindi tu vorresti che ti notasse? – provocai.

Arrossì all’istante.

Che tenera…

– Mamma, ti prego, basta! Mi stai imbarazzando!

Le accarezzai i capelli e risi.

Sapevo che quel ragazzo le piaceva.

Voglio davvero che incontri un uomo che la meriti davvero.

– Dai, raccontami un po’… com’è questo Noah?

Sorrise come una ragazza alle prime cotte.

– È bellissimo, atletico, elegante… ha uno sguardo freddo ma un viso da sogno.

E mi sembra anche molto responsabile – disse.

– Mmh, lo descrivi proprio bene, eh… – scherzai.

Mi guardò sorridendo.

– Mamma, con lui è tutto semplice.

Mi sento libera di parlare, di essere me stessa…

– E sogni di avere un uomo così? – domandai.

Sospirò a lungo.

– Forse sì, forse no.

Non voglio una relazione adesso. Ho ancora bisogno di tempo, mamma – disse.

Le accarezzai il viso, con un sorriso dolce.

– Ti capisco perfettamente, amore mio.

Prenditi tutto il tempo che vuoi. Non c’è fretta.

Il tempo guarisce ogni cosa.

– Allora parlami ancora di lui… – dissi per stuzzicarla.

Mi guardò con il viso imbronciato.

– Mamma…

– Va bene, va bene, smetto!

Però adesso ho fame. Cosa hai cucinato?

– Il tuo piatto preferito, mamma. Aspetta che te lo porto – disse alzandosi per andare in cucina.

Dopo che se ne andò, sorrisi felice.

Era evidente che stava guarendo dalle sue ferite…

---

Luc Klaus

– Allora… come sta?

– Molto meglio, amore mio…

Mi godevo il massaggio di mia moglie, e sentivo un grande sollievo.

La nostra bambina stava meglio.

Quando mi aveva raccontato tutto… avevo avuto i brividi.

Mi erano passate per la testa idee di vendetta, lo ammetto.

Quelli due bastardi che l’hanno fatta soffrire…

Pagheranno.

Ma almeno, ora, non fanno più parte della sua vita.

– È sempre al telefono con uno che si chiama Noah – mi disse Naomie.

Aggrottai subito le sopracciglia.

Come sarebbe? Sempre con Noah? E chi sarebbe, poi?

– E chi è questo tipo? – chiesi con tono secco.

– È un multimiliardario. Il più ricco d’America.

E anche uno degli uomini più influenti a livello internazionale…

– E cosa vuole da lei? – chiesi inacidito.

Lo so, sto esagerando, ma non sopporto più l’idea che un uomo possa farle del male di nuovo.

La proteggerò io, personalmente.

– Luc, calmati. Sono solo amici – cercò di rassicurarmi mia moglie.

Sospirai… ma non ero convinto.

– Smettila di essere sempre all’erta.

Magari lui è quello giusto, chi lo sa – disse lei.

Ma che stava dicendo?

Giusto?

Mia figlia ha bisogno di tempo, ancora!

– È fuori discussione che un altro le faccia del male.

Non è ancora pronta, Naomie – dissi.

Mi guardò sorridendo prima di sospirare.

– Esageri, Luc.

Se deciderà di uscire con lui, non potrai impedirlo. Lo sai, vero?

Aveva ragione.

Antonia era testarda, sempre lo è stata.

Fa solo ciò che decide lei.

– Mi preoccupo e basta – mormorai.

Mi prese le mani tra le sue, dolcemente.

– Lo so, amore mio.

Ma non intrometterti troppo nella sua vita, ti prego.

La conosci… e non voglio che si allontani da noi.

La strinsi tra le braccia.

Neanch’io voglio perderla.

– Va bene, amore. Non mi intrometterò.

Ma voglio solo che faccia attenzione, tutto qui.

– Lo farà, papà chioccia – disse, prendendomi in giro.

Cominciai a farle il solletico, e lei scoppiò a ridere come una bambina.

Amo questi momenti tra noi. Sono così speciali…

– Ti amo, cuore mio – le dissi.

Mi guardò negli occhi.

– E io ancora di più…

E la baciai.

Fu l’inizio di una lunga notte piena di passione…

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