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Capitolo 2

Christelle Müller

Ero in cucina quando vidi entrare quella sciocca in salotto. Era completamente sconvolta. Ridevo dentro di me: il mio uomo mi aveva già raccontato tutto, e io ero al settimo cielo.

Quando la vidi, corsi verso di lei fingendo di essere preoccupata.

– Oh, piccola mia, come stai? Ma cosa ti è successo? – chiesi.

Mi guardò con gli occhi rossi. Era davvero a pezzi, ed era proprio quello che volevo.

– È Liam, sorella… lui… lui… – balbettava, scoppiando a piangere.

Faticava a respirare, e mi faceva quasi pena.

– Ma che cosa ha fatto quell’imbecille? – domandai.

Mi guardò e cominciò a raccontarmi tutto, come se non sapessi niente.

Dopo qualche minuto finsi di arrabbiarmi, esclamando con foga:

– Ma che idiota! Mio Dio, sorella mia, come ha potuto farti una cosa simile?

– Ti giuro che sono completamente persa. Non capisco più nulla, è come se stessi vivendo un incubo. Ho dato tutto a quest’uomo: il mio tempo, la mia energia, tutto… – diceva.

La abbracciai, sorridendo dietro le sue spalle per la sua sofferenza. Da quando sono nata, non mi ero mai sentita così soddisfatta in vita mia.

– Mi sento così male, sorella mia… – singhiozzava – Mi ha detto che ama un’altra. E il peggio è che quella vipera stava con lui nello stesso periodo in cui stava con me…

Mi staccai da lei e mi esclamai:

– Mio Dio, che uomo orribile! E quella donna… è un serpente velenoso! Se solo potessi vederla, gliela farei pagare, a entrambi! – urlai.

– No, lascia perdere sorella, non ho più la forza né il cuore per lottare contro di loro. Sono distrutta, Christelle. Lui era l’unico che amavo, lo vedevo già come mio marito… – diceva.

Le asciugai le lacrime, felicissima dentro di me.

– È davvero un ingrato. Dopo tutto quello che hai fatto per lui… gli hai persino aiutato a fondare la sua azienda. È grazie a te se è diventato l’uomo ricco che è oggi – dissi.

In effetti, il mio uomo ha sfruttato al massimo la sua fortuna. Quando ho iniziato a uscire con lui, voleva già lasciarla, e allora gli ho dato l’idea di approfittare dei suoi soldi per arricchirsi. E ha funzionato bene. Ora non voglio più condividere il mio uomo con lei, ecco perché gli ho chiesto di liberarsi di lei. E l’ha fatto.

Quest’uomo mangia nella mia mano. Non lo amo, amo i suoi soldi, il suo carisma, tutto…

Sono sicura che, dopo il matrimonio, imparerò ad amarlo.

– Non dire più nulla, ti prego… adesso ho solo bisogno che tu mi consoli, che tu sia qui per me… – disse.

La strinsi tra le braccia, sorridendo.

– Non piangere più, ti prego. Sono qui, sorella mia… andrà tutto bene – dissi, accarezzandole la spalla.

Sono la donna più felice del mondo, e ringrazio Dio per questo.

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Liam Meier

– Dovevi vederla, amore mio… era così distrutta che quasi mi faceva pena…

Mentre accarezzavo i capelli della mia donna, ridevo. Ah, povera Antonia…

Lo ammetto: mi ha aiutato molto in ogni ambito della mia vita. Peccato che non l’abbia mai amata davvero.

Troverà sicuramente un uomo che la amerà, perché ha davvero un buon cuore.

Lo confesso, all’inizio della nostra relazione l’amavo sinceramente. Ma quando sua sorella del cuore mi si è avvicinata… mi sono sciolto come cioccolata calda.

È così bella, quella ragazza… e lo ammetto, la adoro. È la cosa migliore che mi sia mai capitata.

Con lei mi sento vivo, felice, al settimo cielo… ve lo assicuro.

– Le passerà, amore mio… – dissi, baciandola con passione.

Lei ricambiò il bacio con ardore, e questo mi piaceva moltissimo.

– In ogni caso, sono felice che stia soffrendo… – disse con rabbia.

Alla sua frase, la guardai aggrottando le sopracciglia.

Ecco cosa non capivo: non capivo perché odiasse così tanto sua sorella, visto che le voleva così bene. Lo ammetto… questa cosa mi disturbava.

– Aspetta… ma perché ce l’hai così tanto con lei? In fondo è tua sorella… – dissi.

Si alzò dalle mie gambe con rabbia sul volto. Non capivo davvero cosa ci fosse che non andava in lei.

– Ma che ti prende? Adesso la difendi? Ti chiedo solo di amarmi e di non immischiarti nei miei problemi con lei – disse.

La guardai scioccato. Non volevo litigare, quindi dissi:

– Va bene, amore mio. Tranquilla, andrà tutto bene.

Lei mi sorrise e disse:

– Lo sai che odio litigare con te…

Appoggiai la mia fronte sulla sua e le chiesi:

– Allora… quando glielo diciamo, a lei, di noi due?

Lei mi sorrise con sarcasmo e disse:

– Il giorno del nostro matrimonio.

Alla sua risposta, aggrottai le sopracciglia senza capire.

Come? Glielo diremo il giorno del nostro matrimonio?

Già l’ho trattata male… e adesso dovremmo aggiungere anche questo?

Non si meritava una sofferenza del genere. Ma non dissi nulla, per paura di litigare con la donna che amo.

Mi chiamo Liam Meier, ho 30 anni, sono di origine svizzera e sono proprietario di una grande azienda industriale.

Questa azienda l’ho costruita grazie ad Antonia, e non dimenticherò mai ciò che ha fatto per me in tutta la mia vita…

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