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Sophie - la figlia del gangster

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Riepilogo

Si dice che la vendetta è un piatto che va servito freddo, ma questo lo dice chi si siede ad aspettare che il karma faccia il suo corso. Sophie, la figlia di David e Georgia, ora è cresciuta e nelle sue vene scorre da tempo un orgoglio ferito. A distanza di anni, i traumi vissuti da bambina si ripercuotono sulla donna che è diventata e stanca di vivere nella penombra, decide di prendere in mano le redini della sua vita, pronta a rivendicare il suo nome e quello dei suoi genitori. Una soltanto sarà la sua regola: mai cedere all'amore. Per quanto ammirasse il forte sentimento che legava i suoi genitori, si è convinta sempre più che quella debolezza li ha portati alla deriva. Sophie si ritroverà a dover superare delle sfide e dovrà capire a sue spese ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, soprattutto quando si specchierà negli occhi magnetici del suo nemico. Si troverà dinnanzi a un bivio, costretta a scegliere tra testa e cuore e in entrambi i casi dovrà fare i conti con i sensi di colpa.

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Prologo

Sento le mani tremare, il cuore impazzire e gli occhi gonfiarsi di lacrime, mentre guardo lui dallo specchietto retrovisore dell'auto.

Continua a starsene lì, con le braccia abbandonate lungo i fianchi e le mani chiuse a pugno.

Man mano che la lontananza ci divide, la sua figura diventa sempre meno nitida e nonostante ciò, sento ancora i suoi occhi puntati su di me.

Dei brividi mi percuotono la pelle nel sentire il suo calore sempre più distante; sono così dipendente da lui che potrei rischiare di avere una crisi d'astinenza.

La notte è rischiarata dal bagliore della luna piena, la stessa che si rifletteva sulla superficie del lago dove abbiamo messo a nudo le nostre anime per la prima volta; quando i nostri cuori si sono resi vulnerabili.

Stringo il volante con energia, mordendomi il labbro per non piangere, maledicendomi per essere caduta nella sua trappola come una sciocca.

Il telefono inizia a squillare nel vano portaoggetti facendomi saltare i nervi.

Accosto verso il bordo della strada e afferro quel piccolo aggeggio che continua a suonare nell'abitacolo.

Il suo numero lampeggia a intermittenza sul display, oramai lo conosco a memoria, purtroppo è impresso nella mia mentre, proprio come il suo sorriso, i lineamenti del suo volto e tutte le sue espressioni abbinate alle sfaccettature contrastanti del suo carattere.

Il sapore dei suoi baci, la sua lingua calda ed esperta, il tocco prepotente ma allo stesso tempo protettivo; i nostri corpi uniti in un piacere profondo e viscerale, mi hanno resa completamente succube.

《Lasciami in pace!》urlo dopo aver risposto alla sua telefonata.

Inspirando ed espirando velocemente, perché ho bisigno di una forza disumana per essere convincente in questo addio.

《Sugar, torna indietro!》

La sua voce è come il canto delle sirene.

Ti ipnotizza, ti attira e poi ti consuma l'anima fino all'ultimo frammento.

《Ti ho detto mille volte di non chiamarmi così!》urlo, stringendo gli occhi per imprigionare lacrime furiose e incandescenti come lava.

《Non mi importa quel che dici, so che ti piace!》proferisce facendomi percepire il suo sorriso compiaciuto.

《Adesso torna indietro! Subito!》

Come al solito le sue richieste non sono altro che ordini.

Lui è abituato ad avere tutto e io non sono altro che un capriccio in questo momento.

《Tu sei e sarai per sempre il mio nemico! Non tornerò mai da te!》rispondo pugnalandomi da sola, perché se solo lui appartenesse a un'altra famiglia, forse ora me ne starei tra le sue braccia.

Passano alcuni minuti prima che lui proferisca nuovamente parola e io come una stupida continuo a pendere dalle sue labbra.

Sento un suo sospiro affranto e poi si pronuncia, con una calma apparentemente reale, ma che in realtà è più insidiosa di quel che si pensi.

《Sugar, te lo dico per l'ultima volta!》dice al limite del suo controllo.

《Fai un'inversione con quella cazzo di macchina e torna qui! Non costringermi a venire a prenderti!》

Se non lo conoscessi così bene penserei quasi che mi stia supplicando.

《Addio!》rispondo flebile prima di gettare il telefono oltre il guardrail per mettere fine a tutto quel che riguarda "noi".

Ho passato gran parte della mia vita a pensare a quanto potesse essere invalidante innamorarsi.

Soltanto ora ho capito sul serio e con quanta facilità possa annientarti.

Io però sono più forte e non mi lascerò dominare dalle emozioni.

Continuerò a percorrere il mio cammino a testa alta e l'onore della mia famiglia sarà finalmente vendicato. Non mi importa di essere nel giusto, ci penserà il padre eterno a giudicarmi nel verdetto finale.

La vita è questa e adesso, mi interessa solo smettere di soffrire.