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Capitolo 3 Il primo segnale del ritorno

Bentornata, Lena.

Quelle tre parole continuarono a brillare sullo schermo anche dopo che lo spensi.

Non era una minaccia.

Non era un invito.

Era una conferma.

Per la prima volta da quando ero entrata nel sistema Invisible, non mi sentii protetta.

Mi sentii osservata.

E questo cambiava tutto.

Il mattino seguente ricevetti il primo aggiornamento operativo.

Nessuna firma.

Solo una riga:

“Il Gruppo Voss ha attivato una revisione interna su dati non classificati.”

Mi fermai.

Non era una coincidenza.

Era una reazione.

Il sistema reagiva.

A me.

Aprii il terminale Invisible.

Le informazioni scorrevano senza interruzioni.

Report aziendali.

Flussi finanziari.

Conversazioni interne filtrate.

E poi lo vidi.

Dominic Voss — stato: instabile

Non era una parola comune nei report.

Instabile.

Lessi di nuovo.

Instabile.

E per la prima volta, provai qualcosa che non era previsto dal sistema.

Soddisfazione.

Il secondo segnale arrivò poche ore dopo.

Un accesso non autorizzato al mio profilo interno.

Non riuscirono a entrare.

Ma ci provarono.

E questo bastava.

Perché nessuno tentava di accedere a qualcosa che non esisteva.

Se lo facevano… significava che esistevo davvero.

Nel frattempo, nella sede del Gruppo Voss, il silenzio era diverso.

Non era calma.

Era pressione.

Dominic stava guardando lo schermo da più di venti minuti.

Senza parlare.

Senza muoversi.

«Non risulta nessuna Lena Voss nei registri attivi,» disse il suo assistente.

Dominic non rispose subito.

Poi:

«Controlla di nuovo.»

La voce era piatta.

Ma qualcosa sotto… non lo era.

Sienna entrò nella stanza senza bussare.

Come sempre.

Non guardò subito Dominic.

Guardò lo schermo.

Poi sorrise.

«Stai cercando fantasmi?» disse piano.

Dominic alzò lo sguardo.

«Non è un fantasma,» rispose.

Sienna inclinò leggermente la testa.

«Tutti i problemi che non puoi spiegare diventano fantasmi.»

Silenzio.

Dominic strinse i pugni.

«Qualcuno ha manomesso i dati.»

Sienna fece un passo avanti.

«O qualcuno ha deciso di ricordarti ciò che hai dimenticato.»

Quella frase cambiò l’aria nella stanza.

Dominic si irrigidì.

«Tu sai qualcosa.»

Non era una domanda.

Era una constatazione.

Sienna sorrise appena.

«So molte cose.»

Pausa.

«Ma non tutte sono tue.»

Nel sistema Invisible, ricevetti un nuovo file.

Priorità alta.

“Interferenza rilevata nella rete Voss. Probabile identificazione interna: DOMINIC VOSS.”

Mi fermai.

Il suo nome.

Non più lontano.

Non più astratto.

Dentro il sistema.

Per la prima volta, la distanza tra i due mondi si era rotta.

Non ero più solo un osservatore.

E nemmeno lui.

Aprii il canale interno.

E scrissi una sola riga:

“Lasciatelo entrare abbastanza da capire.”

Il sistema rispose dopo pochi secondi.

“Confermato.”

E in quel momento capii una cosa semplice.

Non stavo più solo sopravvivendo.

Stavo iniziando a muovere il gioco.

Quella notte, il sistema mi inviò un ultimo avviso.

“Contatto diretto imminente.”

E sotto:

“Dominic Voss ti ha identificata.”

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