Capitolo 7: Profumo
-Sara...
Sono passati tre giorni dal pranzo. Tutto è cambiato, Sam è cambiato, è silenzioso, non sorride e ha una faccia come mille diavoli.
Sta sempre in giro per la redazione, come se volesse evitarmi e questo mi fa male, non me la sono sentita di andare a scuola e nemmeno lui mi ha detto nulla al riguardo. Quel giorno gli ho spiegato in mille modi che Zac stava solo cercando di pulire un po' di rossetto che avevo spalmato, ma non mi ha ascoltato.
Zac mi ha colto di sorpresa e non mi ha dato il tempo di reagire e di allontanarmi, so quanto Samuel sia protettivo, ma quel ragazzo era solo amichevole, mentre Sam non mi ha più lasciato parlare e mi ha ignorato per tutto il tragitto di ritorno, anche se la verità è che si tratta solo del bacio.
Dopo la piccola minaccia di Sam, mi prese per mano e ce ne andammo, senza lasciarmi salutare nessuno.
Riuscii solo a guardare Maikol che mi fece un cenno con una mano chiedendomi di chiamarlo.
Abbiamo ricevuto molte chiamate da Greta e Manuel. Sam non ha risposto a nessuna, e io ancora meno, voglio solo che tutto torni come prima, mi manca Sam. Ho chiamato Maikol e gli ho raccontato quello che stava succedendo, lui mi ha detto solo di stare tranquilla e di dare a Sam un po' di spazio, che aveva solo bisogno di schiarirsi le idee.
Ovviamente non gli ho detto del bacio, Maikol pensa che sia per colpa di Zac.
Sam si sente tormentato da quel bacio, deve sentirsi il peggior fratello del mondo per avermi baciato, tuttavia anch'io l'ho baciato e sono anch'io colpevole, ma non me ne pento e non nego che ha risvegliato in me quella sensazione che ho provato anni fa, quando ero bambino e che ho dovuto dimenticare perché era sbagliato, molto sbagliato.
Ora mi ritrovo a dormire nella mia stanza, che alla fine non è mai stata la mia stanza. Quella sera, quando sono andata a dormire, non mi ha permesso di sdraiarmi accanto a lui, che d'ora in poi avrei dormito nel mio letto. Ho sentito tutto il mio mondo capovolgersi, la durezza delle sue parole mi ha distrutto, ho potuto solo piangere finché il sonno non mi ha sopraffatto.
A volte, quando dormo, sento il suo calore, anche se non è accanto a me. Non ho lasciato il letto per tutto il giorno, lo sento aggirarsi per il corridoio, ma non entra e vorrei che lo facesse per dirmi che andrà tutto bene.
Bussano alla porta e mi siedo sul letto, non mi dispiace vestirmi, sono come sempre in mutande, solo che ora indosso una maglietta di Sam.
Mi asciugo le lacrime dalle guance, devo avere un aspetto orribile con le guance rosse.
"Dov'è la mia pesca preferita, che oggi non è nemmeno uscita a mangiare?" Sento le labbra tremare, sentendo il mio Adonais, sempre con il suo amore.
Entrare sorridendo.
È vestito con pantaloni bianchi e una camicia beige a maniche lunghe. Dal letto mi butto tra le sue grandi braccia e piango sulla sua spalla, mi consola come una bambina, il mio cuore batte forte, avevo bisogno di quell'abbraccio.
"Non piangere, tesoro. Va tutto bene". Si allontana un po' e con la mano mi tiene il mento tra le dita e mi lascia un bacio sulla punta del naso.
I miei occhi marrone oro incontrano quelli color miele di Sam e mi fa male vedere quanto sembra stanco.
È appoggiato allo stipite della porta, con le occhiaie.
"Sam..." sussurro in un soffio e distolgo lo sguardo.
"Devo uscire. Maikol ti lascio il comando. Ci vediamo tra poco", dice e Maikol si volta a guardarlo, ma lui se n'è già andato.
Maikol mi mette a terra e si siede sul letto, accarezzandolo leggermente, in modo che anch'io lo faccia.
"Dai, tesoro, dimmi che succede?", chiedo.
Abbasso lo sguardo per non vedere i suoi occhi, che mi fanno imprecare. Non avrò il coraggio di mentirgli quando li vedrò, sento un nodo in gola e inizio a giocare con le dita.
Cosa penserebbe di Sam e di me, se gli dicessi cosa è successo?
"Niente... È solo che, Sam..., è un po' strano". Esito e lui schiocca la lingua.
Non mi credete, lo so!
"Certo, e non sai perché?".
Sì, sì, c'è! Sto baciando e sto baciando anche io!
"No... non c'è, Adonis", esito e il groppo in gola diventa sempre più grande.
"Sai, tesoro. Pensavo che ci fossimo confidati, mi fa male che tu non ti fidi di me e non mi dica con parole tue cosa sta succedendo. So cosa sta succedendo, ma volevo che me lo dicessi, proprio come ho fatto con te anni fa", sospira e mi prende le mani, "quando non avrei dovuto, perché eri solo una ragazzina di quattordici anni. Ma l'ho fatto Sara, dovevo avere un sostegno e qualcuno che mi ascoltasse e tu eri quello.
Sentirgli dire tutto questo mi ha fatto sentire una merda.
"Maikol, io...".
"Sara, sai che non sono qui per giudicarli. Sono qui per aiutarli e consigliarli".
Anni fa mi confessò che non era attratto dalle donne, che gli piacevano gli uomini. Voleva che almeno qualcuno lo sapesse e ha scelto me.
Perché se i miei zii o Bryan lo scoprissero, Dio solo sa come la prenderebbero, sarebbe la più grande umiliazione per loro.
Mi appoggio alla sua spalla, chiudo gli occhi e lui mi lascia un bacio sulla corona della testa.
"Adonis, perdonami... Sam, Sam... mi ha baciato... e..." ed è stato il bacio più bello della mia vita. Ora so che quello che ho provato anni fa era reale. È ancora vivo dentro di me, è sbagliato, lo so, ma come faccio, maikol.
Alzo lo sguardo e lui mi sorride e mi mette un braccio intorno alle spalle.
"Sono dalla tua parte, tesoro mio. Non lottare contro qualcosa che hai sempre provato per lui, sì, è mio dovere dirti il contrario, ma sai che il mio motto è: l'amore è amore, non vede se è bianco o nero, maschio o femmina. E, tanto meno i legami di sangue, per questo ognuno dovrebbe viverlo come vuole. Anche se nel tuo e nel mio caso, è di nascosto".
"Ehi, te lo sei appena inventato!", rido e lui ricambia la risata, gli tiro una gomitata scherzosa, "ma sì, forse hai ragione".
"Piccola, viva l'amore e i maturitos", ride forte, "ti dirò una cosa, sapevo da tempo che sarebbe successo, perché voi due siete diventati una cosa sola. Tesoro, non è solo colpa tua, ho cercato di far capire a Sam quello che sentivo. Ma lui non ha voluto, mi ha preso per il fatto di volerlo usare come esperimento per la mia tesi di psicologia e guardalo ora, beh, è stato beccato".
"Adonis..., ho paura che Sam si allontani da me".
"Fidati di me, non lo farà. Non dubitare del suo amore per te. Perché sta solo avendo una lotta interna, tra il giusto e il proibito, tesoro. È peggio che essere un frocio". Mi afferra il mento e mi sussurra: "Tesoro, se si viene a sapere, le cose si mettono male".
-Samuel.
Mi ha fottuto vedere i suoi occhietti quando gli ho ordinato di andare in camera sua. Il mio cuore scricchiolò e il vuoto si fece sentire in pochi secondi, ma era destino.
Quella sera la sentii singhiozzare, non vedevo l'ora di prenderla tra le braccia e dirle di perdonarmi che tutto sarebbe andato bene.
La mia bambina, quanto mi ha fatto male.
Mi intrufolai nella sua stanza quella notte e anche la notte successiva, lei era addormentata e sfinita da tanto pianto che non sentii quando la adagiai sul mio petto e accarezzai i suoi lunghi capelli castano scuro.
Sì, sono stato un completo idiota a portarla via da me e poi sono stato io a cercare il suo calore.
Mi alzavo molto prima di lei e partivo per la casa editrice. Fino alle sette tornavo e lei rimaneva chiusa nella sua stanza.
Non l'ho accompagnata a scuola, per non stare nello stesso posto con lei, ma ero preoccupata per la sua salute, non mangiava quasi mai.
Oggi non avevo mangiato nulla, così decisi di chiamare Maikol e di andare a sfogarmi con un po' di buon sesso, forse erano le settimane di astinenza che mi avevano fatto trovare lei, ma cazzo, era così bella e il suo corpo perfetto mi urlava mille cose perverse.
Arriva Maikol e mi permetto di dirglielo.
"Maikol, ho fatto una cazzata. Ho baciato Sara. Non so che cazzo fare", sbotto e mi passo le dita tra i capelli. Lui mi guarda e rimane in silenzio, "e quel figlio di puttana, che ha portato tua madre. Cazzo, mi ha rotto la pazienza. Nessuno tocca Sara, tanto meno senza il mio consenso". Maikol alza un sopracciglio e sbatte le palpebre più volte, "beh, non è quello che intendevo. È solo che, cazzo, è un estraneo!".
Attraversando il salotto, mi siedo sul divano e lui rimane nello stesso posto incrociando le braccia sotto il petto.
"Ah! Di' qualcosa o te ne starai lì come una statua, bastardo?", sorride, si siede accanto a me e mi accarezza la gamba.
"Mio re, ti sei preso, ti rendi conto, e, ora, sì te lo dico, te l'ho detto anni fa; cambia, metti dei limiti con Sara, è tua sorella e non tua moglie. Ma, no, hanno cominciato a dormire insieme, per darsi un affetto in più, che davanti all'occhio vigile di un'altra persona, che non sapeva che erano fratelli, li prendesse come coppia e anche per aggiungere che tu la tenevi lontana da qualsiasi ragazzo che le tirava i cani." mi dà un forte schiaffo sulla gamba e lo spinge, è arrabbiato, lo sento, "come un tossico possessivo".
"No, sai che non è così. È troppo una ragazza per i ragazzi". Maikol schiocca la lingua
"Ma questa regola non include te, no, tu hai avuto un pugno di anni su di lui. Ti dico solo una cosa, quella Peach Candy, che è lassù, le fai un male che quasi non si vede. L'hai resa dipendente da te e il suo mondo è sottosopra e questo succede quando...".
"Basta, non venire con le tue spiegazioni enciclopediche", lo interruppi e lo fulminai con lo sguardo.
"Va bene, ti avverto. Non tendere quel piccolo filo che lega Sara alla realtà. Lei respira solo grazie a te, Sam, non lo vedi?".
Non gli rispondo, so che ha ragione e odio ammetterlo.
"Forza, alza il culo. Andiamo in camera tua".
"Oh, letti separati! Una cosa seria".
Bastardo! Gli ringhio contro e lui ride, lo stronzo.
Bussa alla porta e la chiama, con il suo tono affettuoso, le dice alcune cose a cui non faccio caso, perché i miei occhi sono persi su di lei. Il suo nasino è rosso, i suoi occhietti sono gonfi.
Si aggrappa a Maikol e vorrei essere io a prenderla tra le braccia. Quando il suo sguardo si unisce al mio e noto la sua tristezza, mi pento di tutto quello che le ho fatto passare.
Lascio Maikol con lei.
Scendo le scale, prendo le chiavi e faccio rombare la mia Ferrari, sfreccio via e le mando un messaggio, che sarà il mio sfogo, voglio vedere quanto è insistente e com'è a letto, ci incontriamo all'Holidays Hotel, è solo questo, sesso, ma ogni cazzo di ora pensavo a Sara, immaginavo di possedere il suo corpo, sono un malato del cazzo.
Quando arrivo all'appartamento, Sara è sdraiata sul divano, indossa jeans blu e un top bianco, il che mi fa deglutire pesantemente.
Dorme, il divano è grande e io mi sdraio accanto a lei e la avvicino a me, inspirando forte il suo odore dolce, le lascio un bacio sul collo senza pensarci.
Si gira e mi guarda negli occhi, i suoi occhi sono vitrei e non so cosa dire quando sussurra con la sua voce rotta.
"Sam..., hai un profumo di donna...".
