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Capitolo {4} Compiti mortali

Bussò alla porta.

"Entri, signorina. Eva" comandò lui.

Si alzò mentre si aggiustava il blazer. Lei fece dei piccoli passi verso la sua scrivania.

"Sei in ritardo di 5 minuti! "Lui disse in tono serio.

"Scusa ....". Prima che lei potesse dire altro, lui la interruppe.

"Perché ti comporti così male nella mia classe? Lui scattò.

"Mi dispiace, è la prima volta, non ripeterò mai questo errore! ", supplicò lei.

"Oh, la prima volta davvero?

"Sì, non userò mai il telefono nella tua classe", disse lei con senso di colpa.

"Hai sperimentato il tuo primo bacio! "Lui chiese con un sorrisetto.

"Cosa!!!" esclamò lei.

"Impara a rispondere prima! "Lui scattò in tono serio mentre si muoveva verso di lei.

"Non sono affari tuoi" si accigliò lei.

Lui la guardò con rabbia.

"Sei il mio professore, puoi parlare solo della tua materia" rispose lei con un atteggiamento.

Lui chiuse gli occhi per controllare la sua rabbia, che si trasformò in un sorrisetto.

"Ok, va bene, parliamo della tua punizione" dichiarò lui

"Mi dispiace per questo, non puoi scusarti una volta" lo supplicò lei.

"Mi scuserò solo dopo aver saputo che hai imparato la lezione", disse lui con una voce chiara

Lei ha fatto i salti mortali mentre si comportava in modo ostinato e forte.

"Conosci la posa della sedia a muro?" chiese lui con un sorrisetto presuntuoso.

Cosa" urlò lei con orrore.

"Anche se non la sai, posso insegnartela!" ridacchiò lui

"Stavo inseguendo il mio 2!" esclamò lei.

"E' il mio desiderio, farò quello che voglio e se hai un problema, possiamo discutere i dettagli nella cabina del preside" lui si accigliò

"Ok, va bene, quanti minuti?

"Dipende dal tuo comportamento, vai a prendere posizione" ordinò.

Lei se ne andò verso il muro mentre lo rimproverava all'interno.

Lei prese la posizione mentre appoggiava il suo spin sul muro.

"Bene, hai un corpo flessibile" si complimentò lui con un'occhiata lussuriosa che lei ignorava. Lei si è arrabbiata così tanto per quello stupido complemento che le ha fatto molto male alle gambe e alla trottola. Lui occupò la sua sedia come un re e cominciò a fissarla centimetro per centimetro.

Lo sguardo di Eva cadde su di lui. Si sentiva così a disagio.

"Smettila di guardarmi così" si accigliò mentre si rimetteva in piedi.

"Perché non dovrei? Chiese lui con un sorrisetto sporco.

"Non mi sento bene" si lamentò lei

" Penso che ti stavo punendo bene, la punizione significa che ci si sente a disagio, a volte anche dolorosi", disse lui in un tono husky mentre si avvicinava.

Lei si appuntò al muro sentendo la sua vicinanza.

" S...s...stai...lontano!" balbettò lei

"Sei così carino" sussurrò lui accarezzandole sensualmente le guance. Lei si sentì così strana e a disagio. Lei lo spinse indietro.

"Non hai alcun diritto di toccarmi, signorino" si accigliò con rabbia.

"Bene, discutiamone nella stanza del preside", disse lui con un sorrisetto malvagio.

"Noooo per favore, mi dispiace molto. Gentilmente, lasciate questo argomento qui" supplicò lei.

Lui si limitò a sorridere malvagiamente.

"Allora cosa stiamo facendo? "Chiese con un ghigno malvagio.

"Tu sei tu sei... "Lei si innervosì per la sua vicinanza.

"Sono ....

"Mi hai dato una punizione", disse lei in un colpo solo.

"Ma tu hai disturbato la mia punizione, ti meriti una punizione eccessiva" Le sue parole le fecero serrare le mascelle con orrore.

"Vai, riprendi la tua posizione e porta questo libro se cade, prolungherò la tua punizione", disse lui con malvagità nascosta.

Lei si rimise in posizione, lui prese un grosso libro di circa 2 kg e lo mise sui suoi collant. Lei si sforzò di rimanere, ma stava dando un dolore insopportabile. Ha cominciato a piangere silenziosamente, cosa che lui ha notato.

"Ho un rimedio per fermare la tua punizione proprio qui, vuoi obbedire?

Lei lo vide con speranza.

"Se continui a fare queste stupide attività, sarai bocciata in matematica, quindi da domani ti darò lezioni extra" confessò lui.

Vuoi dire lezioni private! "Lei esclamò.

Lui fece un cenno di sì.

"Non è possibile che una mattina sia sufficiente, non posso occuparmi di questa matematica o di te! "Lei si accigliò con frustrazione e questo lo fece arrabbiare.

"Bene, signorina. Eva continua con la tua punizione!" ridacchiò con un sorrisetto malvagio.

Prese un altro libro e aggiunse un po' di peso su di lei. Lei ansimò per il dolore, non aveva mai provato alcun tipo di dolore nella sua vita perché era una principessa di suo padre, ma oggi stava soffrendo a causa di questo mostro lussurioso.

"Se fallisci in questa punizione, da domani sarai nella mia classe. Vedi la classe privata" sorrise lui.

Lei cominciò a piangere un po' di più.

Quanto tempo prima che lei possa sopportare il dolore?

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